Reggio Calabria, “Proposte e iniziative di contrasto alla criminalità organizzata”: il 2 dicembre incontro promosso dal Comitato Popolare Metropolitano per la Democrazia, i Diritti e le Libertà

REGGIO CALABRIA – La revisione della legge sullo scioglimento per mafia dei Consigli Comunali; nuove forme e misure di contrasto alla criminalità organizzata e ripristino delle condizioni di partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica: saranno questi i temi di maggiore interesse posti a base dell’evento di sabato 2 dicembre, con inizio alle ore 16.00, presso l’Hotel Excelsior di Reggio Calabria. Il confronto su queste tematiche di particolare attinenza all’attualità del dibattito politico, soprattutto in Calabria, è stato promosso dal Comitato Popolare Metropolitano per la Democrazia, i Diritti e le Libertà (DDL).
Il dibattito sarà animato dal Senatore Enrico Buemi (componente della Commissione giustizia), dal Senatore Giacomo Caliendo (componente della Commissione giustizia e già sottosegretario di governo), da Andrea Cuzzocrea (imprenditore già presidente di Confindustria) e da Mimmo Gangemi (Scrittore e giornalista).
L’incontro è stato organizzato dal “Comitato DDL”, coordinato dal consigliere metropolitano Pierpaolo Zavettieri, ed ha come primo obiettivo quello di studiare proposte ed iniziative di contrasto alla criminalità organizzata nel rispetto dello stato di diritto e dei valori della giustizia.
“L’appuntamento di sabato – afferma Pierpaolo Zavettieri – nasce da una lunga e meditata riflessione sull’attuazione e gli effetti di una legge emergenziale, una legge che risale al lontano 1991 e che, lontana dal produrre i frutti sperati, si è rivelata del tutto inefficace e punitiva per le comunità e per la vita democratica. La raffica dei recenti scioglimenti che ha colpito ben cinque comuni calabresi, alcuni dei quali di grandi dimensioni e già coinvolti in precedenti scioglimenti, rappresenta un’ulteriore riprova”.
“Sulle interdittive antimafia alle imprese, argomento spinoso se non tabù – conclude il coordinatore del Comitato Popolare Metropolitano per la Democrazia, i Diritti e la Libertà – cui si ricorre sempre più di frequente ed in modo del tutto discrezionale, anche dietro il semplice sospetto o per la proprietà transitiva di legami mafiosi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti per gli effetti devastanti sul tessuto economico e sociale che ne viene distrutto. Se le cose stanno così: prima si mette mano alla loro revisione e meglio è, onde evitare un degrado sul piano sociale civile e democratico altrimenti irreversibile”.