Replica dell’assessore Corigliano al Coordinamento del teatro calabrese

CATANZARO – In relazione a quanto riportato in una nota del Coordinamento del teatro calabrese in cui si evidenziano ritardi per quanto riguarda il settore e si annuncia per lunedì prossimo, 25 giugno, la convocazione di una conferenza stampa nel foyer del Piccolo Teatro dell’Unical, l’assessore regionale alla Cultura, Maria Francesca Corigliano precisa quanto segue:
“La nascita del sistema teatrale regionale, è un fatto storico, sancito dalla prima legge del settore voluta e proposta dal presidente Oliverio e approvata dal Consiglio regionale il 18 maggio 2017, che ha segnato un passo importante verso la definizione di un nuovo sistema teatrale che introduce nuove possibilità di finanziamento e sviluppo per gli operatori calabresi del settore. So che l’iter di studio è stato abbastanza lungo, anche in virtù della volontà politica, più volte manifestata dal presidente Oliverio, di una interlocuzione aperta, continua e progressiva con le diverse componenti del mondo teatrale calabrese che possono ampiamente confermare di essere state direttamente coinvolte nella fase di elaborazione della legge stessa”.
“All’indomani della mia nomina ad assessore -prosegue la Corigliano- tra i primi atti compiuti ho inteso leggere e studiare proprio questa legge per appropriarmi di un iter che necessita di diversi passaggi. E’ davvero strano che il Coordinamento abbia deciso di affidare ad una conferenza stampa le sollecitazioni che avrebbero potuto trovare ampia e naturale accoglienza in un colloquio diretto. Personalmente non ho mai inteso sottrarmi alla richiesta di un incontro che sarebbe dovuto avvenire all’interno del Festival “Primavera dei Teatri”. Avevo chiesto soltanto di differire di un giorno la data, ma non ho mai ricevuto né conferma all’appuntamento né ulteriori comunicazioni o richieste. Devo aggiungere, d’altra parte, che la situazione non è affatto ferma o bloccata, come la si vorrebbe far apparire. In particolare, rispetto alle residenze teatrali è proprio di pochi giorni fa la sottoscrizione dell’accordo con il Ministero dei Beni Culturali per il cofinanziamento del nuovo triennio delle residenze teatrali e dell’innovativo centro di residenza concordato tra Regione e Stato. L’accordo prevede l’emanazione di due avvisi pubblici per le residenze teatrali di imminente pubblicazione. Il riparto dei fondi tra Regione e Mibact, sancito solo poche settimane fa, consente di procedere alla definizione anche della spesa necessaria per la nuova legge regionale sul teatro nel suo complesso, per cui gli strumenti di attuazione sono in via di approvazione. Nei due mesi successivi alla mia nomina assessorile -prosegue- il lavoro è stato intenso e proficuo, soprattutto per quanto riguarda l’emanazione del bando sulle residenze teatrali su cui, peraltro, sono stati già assegnati i fondi dal Ministero. Nei prossimi giorni accelereremo il processo di attuazione della legge, rispettando tutti i passaggi necessari previsti.
Va ricordato, inoltre, che complessivamente l’investimento per le attività culturali da parte della Regione Calabria comprende il cospicuo finanziamento già assegnato ai festival e agli eventi del teatro, che godono anche di triennalità di contributo, per cui può considerarsi decisamente elevata – come mai prima era stato – l’attenzione della Giunta verso il settore teatrale, che si gioverà presto anche di tutte le possibilità offerte dal nuovo strumento normativo approvato nel 2017 e che apre al sostegno verso i soggetti più piccoli e di recente costituzione rispetto ai pochi finanziati in tutti gli anni precedenti. Onestà intellettuale esigerebbe che fossero messi in chiaro tutti gli sforzi profusi e gli investimenti erogati che non assomigliano affatto a proclami. Non ricordare tutto questo genera solo confusione e cattiva informazione.
“Auspico, comunque -conclude l’assessore Corigliano- maggiore serenità e collaborazione nel rapporto con il mondo teatrale calabrese e, soprattutto, intendo manifestare pubblicamente la mia piena disponibilità a forme di incontro, di confronto diretto, di dialogo e di rappresentazione di problemi qualora se ne ravvisasse la necessità. Sono fortemente convinta, infatti, che per garantire la crescita della nostra terra si debba prescindere da ogni tentazione di colpevolizzazione dei soggetti coinvolti, inquadrando le scelte nella dimensione che, nel caso specifico, è di grande valenza sociale e culturale”.