I residenti di Via Solferino che stanno protestando convocati dal sindaco

Il sindaco e l’amministrazione hanno già ricevuto i cittadini di via Solferino e, sulla base dei colloqui avuti, hanno già cambiato la proposta originaria e quindi non c’era assolutamente bisogno di forme così estreme di protesta”

Non tarda ad arrivare la risposta del sindaco Speranza e dell’amministrazione comunale agli abitanti di via Solferino che da diversi giorni stanno tenendo un sit-in davanti le loro abitazioni e all’ingresso del locale confiscato alla mafia e adibito originariamente ad attività commerciale e di cui è stato modificato l’uso destinandolo a civile abitazione al fine di consegnarlo a tre famiglie di rom fra i destinatari, a lo rolta, dell’ordinanza di sgombero dal campo nomadi di Scordovillo.

Ma a seguito del sit-in i residenti di Via Solferinoa vevano comunicato anche l’inizio dello sciopero della fame, ma l’amministrazione il sindaco Speranza avendo appreso la notizia dello sciopero della fame della signora Maria Cerminara, invitano ora la signora e gli altri inquilini a partecipare ad un incontro sui problemi da loro sollevati da svolgersi presso il comune domani alla ore 12.30.

Le famiglie che stanno protestando poichè non gradiscono di avere vicini di casa i rom avevano ricevuto la comunicazione del Comune a far occupare l’abitazione in questione ad una sola famiglia di zingari (e non a tre come era stato previsto) e per un periodo temporaneo (massimo fino al 15 giugno).

Nonostante questa decisione da parte dell’amministrazione comunale, i residenti di via Solferino hanno però continuato a manifestare giungendo alla decisione dello sciopero della fame, in particolare per alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco.

Domani quindi al Comune con l’incontro convocato dall’amministrazione la vicenda potrebbe giungere ad un definitivo accordo. In ogni caso la fase di trasferimento delle famiglie rom da Scordovillo dovrà continuare in forza al provvedimento della Procura della Repubblica di Lamezia del marzo scorso. In otto mesi da quel provvedimento, su circa 1.000 residenti al campo rom, allo stato s0lo 80 nomadi hanno lasciato Scordovillo. Una buona parte dovrebbero essere trasferiti in nuovi container che dovrebbero essere collocati in un terreno confiscato alla mafia in località Lenzi-Viscardi, mentre per altri si attendono la fine dei lavori di ripristino di case popolari nel quartiere Savutano di proprietà dell’Aterp.

E così come è stato annunciato in Consiglio comunale, riprenderanno i lavori, dopo 4 anni, per la realizzazione di 20 alloggi popolari destinate alle famiglie rom, in contrada Carrà-MarcheseMazzei.