Rifiuti all’estero: la Regione Calabria prova l’esportazione per 6 mesi. Giro d’affari per milione di euro

spazzatura

Questa invece è un’altra storia. La Calabria come la Campania decide per l’estero, così come in quetsi mesi aveva anticipato Il Quotidiano. E va oltre le offerte che si trova ad avere in trattativa privata, punta alla gara, in fondo non potrebbe far altro, perché anche se si è in emergenza ha a disposizione una cifra non da poco parliamo di centinaia di milioni di euro al mese.
Il compito dell’appaltatore, secondo il bando pubblicato dovrà essere quello di aver cura di individuare uno o più stabili industriali ove, a proprie cure e spese, dovrà provvedere ad allestire un centro di imballaggio e stoccaggio temporaneo dei rifiuti, prima del loro carico e trasporto a destino”. E’ richiesta inoltre, “pena esclusione dalla gara, l’installazione di almeno due linee di imballaggio al fine di assicurare la continuità del servizio in caso di avaria di una di esse“. Ma perché la Calabria punta all’estero? Produciamo ogni giorno 2250 tonnellate di rifiuti tal quale, ovvero non trattato, un’inezia se si pensa alle cifre di regioni come la Campania, ma tanto per un territorio come quello calabrese che non è attrezzato. Gli impianti riescono a lavorare 1050 tonnellate al giorno, c’è uno scarto di 1200 tonnellate, quella è la spazzatura che o va in Puglia (come è avvenuto finora, come pure voleva il commissario per l’emergenza, ma ad un prezzo alto e comunque non come tal quale) oppure finisce, come sta accadendo in queste settimane, a Pianopoli, dove la comunità è stanca di vedere strade intralciate dai tir e una discarica che si assottiglia sempre di più. Lo scarto arriva dalle aree dove gli impianti non ci sono, come il cosentino, ma anche da Reggio, dove la macchina di Sambatello è in corso di riparazione. Entro due mesi, questo il tempo dell’appalto, si saprà dove espatrieranno i rifiuti calabresi. A fare richiesta per il tal quale c’è la Svezia, ma anche società locali che hanno canali apert i con Spagna, Olanda e Inghilterra.
All’estero si andrà anche in attesa di sistemare gli impianti, in pratica se la valvola di sfogo funziona l’espatrio potrebbe funzionare per un anno. “Abbiamo pubblicato il bando nella massima trasparenza – dice Pugliano – ed è la prima volta che proviamo questa strada, quella del transnazionale, che funziona per altre regioni”. (Il quotidiano della Calabria – A.ill.)