Rinnovo CCNL lavoratori in somministrazione, Barletta (FeLSA CISL Calabria): “Garantita continuità occupazionale e migliori forme di tutela per i lavoratori”

LAMEZIA TERME – Sono circa 2600 i lavoratori in Calabria coinvolti dall’accordo siglato da Felsa Cisl, Nidil Cgil, Uiltemp con Assolavoro e Assosomm, le associazioni rappresentative delle Agenzie per il lavoro per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore. Si tratta di lavoratori impiegati nei settori produttivi più disparati, dall’industria metalmeccanica al terziario, dal settore agroalimentare al chimico fino alla pubblica amministrazione.
L’intesa, che a livello nazionale riguarda 650mila lavoratori, è arrivata al termine di un articolato percorso negoziale, reso ancor più complesso da un contesto normativo nazionale estremamente mutevole. Tuttavia l’accordo raggiunto e valido fino al 2021, garantisce continuità occupazionale, la ricollocazione professionale, il rafforzamento del tempo indeterminato e del welfare di settore.
Vale la pena evidenziare poi che vengono superati alcuni rischi derivanti dall’entrata in vigore , cinque mesi fa, del decreto dignità, garantendo una continuità occupazionale per centinaia di lavoratori calabresi. Un fatto questo che, se rapportato al già desolante panorama occupazionale della nostra Regione laddove molte volte il rapporto di lavoro a tempo determinato coincide con forme contrattuali irregolari se non addirittura “al nero”, rappresenta una notizia indubbiamente positiva.
Coloro poi che restano senza impiego matureranno un vero e proprio “diritto alla presa in carico», potendo scegliere l’Agenzia per il lavoro cui rivolgersi per il reinserimento occupazionale, e accederanno a un sostegno al reddito una tantum, ad integrazione dell’indennità di disoccupazione, di 1.000 euro riconosciuto a chi ha lavorato almeno 110 giorni negli ultimi 12 mesi (ridotto a 780 euro per chi ha lavorato solo 90 giorni). Il giusto mix di sostegno e politiche attive, in cui la formazione svolge un ruolo strategico in vista della possibile ricollocazione.
In tale direzione va letto anche il ruolo sempre più pregnante della contrattazione di secondo livello, chiamata a costruire accordi che abbiano come obiettivo la continuità occupazionale e percorsi di stabilizzazione. Si prevede infine l’ampliamento della platea dei beneficiari delle 16 prestazioni di welfare attualmente riconosciute tra agevolazioni, trattamenti di sostegno e tutele.
Nelle prossime settimane prenderanno il via le assemblee con i lavoratori per illustrare i contenuti dell’intesa ed ottenerne la validazione. «Gli incontri territoriali – conclude Barletta – saranno l’occasione per ribadire che la contrattazione rappresenta lo strumento principale per tutelare i lavoratori e creare risposte concrete in termini di sicurezza sociale, strumenti di welfare e formazione; distinguendo opportunamente la buona flessibilità da sostenere, dalla precarietà dannosa che va contrastata con ogni mezzo».