Sanità allo sfascio

La sanità calabrese è al collasso. Il presidente Scopelliti ha fallito. Venga in consiglio regionale per un confronto“. A fare il punto della situazione, in una conferenza stampa nella sede del Partico democratico, sono i consiglieri regionali del partito Carlo Guccione, Bruno Censore, Antonino De Gaetano e Ferdinando Aiello di Sinistra ecologia e libertà. Censore accusa il governatore Scopelliti di “non avere intrapreso un’azione di concertazione con i sindaci, ragione per cui i primi cittadini di Crotone e Vibo hanno bocciato gli atti aziendali. Bocciatura che equivale alla disapprovazione della politica sanitaria costruita sulle linee guida predisposte dallo stesso governatore. Non c’è una presa di posizione ideologica per un sistema sanitario migliore. Il cambiamento è necessario, ma questo non può prescindere dal garantire l’equità e l’universalità dell’accesso alle cure. Il Piano di rientro però priva larghe fasce di territori di servizi primari, incrementando le migrazioni sanitarie e ingorgando alcuni ospedali, che on riescono a gestire la domanda”. Censore fa ancora presente come “già da qualche tempo tramite una mozione ci sia stata la richiesta a Scopelliti di rivedere il Decreto 18″. Duro è anche Aiello: “Scopelliti non ha un quadro preciso della situazione sanitaria, soprattutto dell’offerta. Ma la cosa più grave è che il debito è aumentato da quando è in vigore il Piano di rientro, e i bilanci, nonostante una mia richiesta, non sono ancora arrivati. Scopelliti è responsabile, perchè il commissariamento l’ha voluto proprio lui. Vogliamo capire come sono state spese le risorse, e chiediamo a Scopelliti un confronto in consiglio regionale, carte alla mano”. Secondo Guccione c’è “un’incapacità di fondo di scopelliti nella direzione della sanità. I livelli essenziali non sono garantiti. Poi, se tagli, devi investire. Ma assistiamo alla chiusura degli ospedali e al mancato potenziamento dei servizi territoriali. Anzi, in alcune zone ci sono dei buchi clamorosi nell’assistenza. E pensare che le risorse ci sono, perchè da Roma ci devono 1 miliardo di euro di fondi trattenuti”. Guccione descrive infine il caso dell’ospedale Annunziata di Cosenza: “Ci sono 350 interventi in più al giorno al Pronto soccorso, a causa del deserto provocato dalla soppressione di certe strutture nella provincia. L’ospedale è al collasso in quanto la pianta organica è sempre la stessa”. A lanciare l’allarme per il comprensorio jonico reggino è De Gaetano: “Con la chiusura dell’ospedale di Siderno e la penalizzazione di quelli di Locri e Melito, le persone si riverseranno tutte su Reggio. Però, non dimentichiamoci che la Locride è un territorio montano e per raggiungere Reggio da svariati paesi ci vuole oltre un’ora e mezzo di macchina. Flusso che va ad intasare ulteriormente la statale 106″. De Gaetano termina con una considerazione di carattere etico: “Il debito si riduce tagliando gli sprechi, speciamlente le consulenze“.