Sanità Calabria, Aversa: “Innalzare i Lea attraverso un piano di assunzioni”

LAMEZIA TERME – “Non è possibile ridurre a mero calcolo ragionieristico la gestione del sistema sanitario regionale né tantomeno a guerre di potere per il controllo delle poltrone, ma a rendere effettivo il diritto dei cittadini ad avere garantiti servizi per la tutela della salute”. Lo afferma Rosario Aversa candidato alla carica di europarlamentare nella Circoscrizione Italia Meridionale per Fratelli d’Italia di cui è vice coordinatore regionale. “Il ‘decreto Calabria’ varato dal Governo, in seduta straordinaria, per affrontare l’emergenza sanitaria – sottolinea – sembra invece andare in direzione contraria. Una ripicca contro il governatore calabrese per sottrargli fette di potere senza entrare nel merito della questione vera che resta quella di innalzare i Livelli essenziali d’assistenza per cui la Calabria risulta agli ultimi posti nel Paese”. “Un aspetto questo – aggiunge Aversa – che risponde anche alla necessità di migliorare la qualità della vita dei cittadini che vivono in questa parte dell’Europa. Visto che il diritto ad avere un sistema sanitario efficiente è la prima condizione per rendere vivibile un territorio”.
Secondo l’esponente del partito di Meloni, “per incidere seriamente sulla questione sanitaria della regione occorre innanzitutto garantire la copertura dei servizi attraverso un mirato piano di assunzioni solo parzialmente risolto con lo sblocco del turnover”. A questo proposito Aversa segnala “l’azione positiva esercitata dai nostri rappresentati, come Wanda Ferro, che hanno permesso di ripristinare un meccanismo che diversamente avrebbe generato ancor più danni al sacrosanto diritto dei calabresi ad avere risposte in termine di efficienza nell’erogazione di servizi sanitari sul territorio”. “Grazie a quell’emendamento – aggiunge – è stato possibile impedire che la sanità calabrese subisse un’ulteriore espropriazione. Ora occorre però fare di più per restituire dignità al territorio ed impedire, o quanto meno ridurre, quella vergognosa piaga rappresentata dall’emigrazione sanitaria che pesa sulle tasche dei calabresi e sui bilanci regionali. Per fare questo è necessario implementare le dotazioni tecnologiche e soprattutto l’organico delle strutture sanitarie del territorio facendo affidamento su quelle professionalità che provengono dalla Calabria”. “Ricordo quanti professionisti – sottolinea a questo proposito Aversa – hanno abbandonato la regione per trovare fortuna fuori raggiungendo anche alti profili”. “Recuperare quelle professionalità rendendo attrattivo il loro rientro in Calabria – conclude – abbinato ad una copertura piena dei posti vacanti nelle strutture sanitarie calabresi avrebbe indubbie ricadute positive anche nel reperire risorse utili per finanziare la sanità regionale e portarla al livello degli standard europei”.