Sanità, gestione dozzinale

“Si ritorni ad una sana programmazione sulla sanità e sulle politiche sociali”. Il Pd cittadino riflette a 360 gradi sulla “emergenza” in cui versano due tematiche di stretta attualità, in vista della conferenza programmatica. All’incontro a Palazzo Nicotera, oltre ai dirigenti locali, ci sono la parlamentare Doris Lo Moro, il consigliere regionale Antonello Scalzo e l’ex senatore Giuseppe Petronio. Nutrita la presenza di operatori del settore ed esponenti di movimenti e associazioni. Il commissario Giovanni Puccio va dritto al cuore della questione: “L’emergenza è sotto gli occhi di tutti. C’è bisogno di dare fiato ad una politica che sappia incrociare i bisogni della gente e recuperi credibilità. Questi atti aziendali smantellano di fatto la sanità territoriale. Invece, è necessario valorizzarla, ed il medico di base deve avere il ruolo di garanzia e di assistenza quotidiana”. E sui tagli dice: “Solo facendo capire che la razionalizzazione deve avvenire attraverso capacità gestionali si può trovare la via d’uscita. La salute non deve essere un diritto solo per i benestanti”. Ancora più pungente è Petronio: “La Calabria della salute non avrà futuro se non si modifica questo approccio ragionieristico. E la situazione degli ospedali di Lamezia e Soveria è l’emblema di questa gestione dozzinale e propagandistica, che ha un unico obiettivo: il ridimensionamento e la chiusura. Il grosso delle risorse è investito a Catanzaro, con il conseguente avvilimento delle altre strutture. Il “Giovanni Paolo II” è oramai divenuto un pronto soccorso di smistamento di ammalati. E sulla medicina territoriale, non è stato fatto nulla”. L’ex senatore passa al Centro protesi Inail e al Trauma Center: “Il primo è una rappresentazione di fantasia del direttore Mancuso.  Il secondo non vede la luce per scelte di natura politica, comporterebbe uno spostamento di interessi e funzioni su Lamezia”. E ritorna su Lamezia e Soveria: “Devono essere recuperati appieno. Per Soveria, ci sono i margini per corregere il Piano di rientro”. A spiegare le “difficoltà” del settore politiche sociali è Claudio Cavaliere: “Dall’anno prossimo il fondo per le politiche sociali non ci sarà più. E dal 2013 si salvi chi può. Ogni Comune farà da sè. Si sta tornando ud una concezione ottocentesca di Welfare, cioè quella di uno Stato compassionevole. Ma la vera domanda è: in questa situazione possiamo fare a meno del Welfare?”. Continua: “Su asili nido e badanti c’è una pochezza di risposta, nonostante la domanda sia forte. Non è quindi una questione di soldi, ma mancano politiche sociali”. Per il presidente del consiglio comunale Francesco Muraca “urge un cambiamento di mentalità comportamentale”. Muraca analizza l’aspetto della migrazione sanitaria: ” Tre sono le motivazioni: responsabilità della politica e della classe medica, mancanza di management e messe in rete dei rapporti tra i professionisti”. Favorevole al Trauma center è Nicolino Panedigrano, presidente del comitato “Salviamo la sanità lametina”. Che invita il sindaco Speranza a “fare da capofila per la sua realizzazione”. Il sindacalista Felice Lentidoro dichiara: “Il Trauma center non è una questione locale, ma regionale. Però noi non siamo forti come Catanzaro e Reggio”. Mentre il medico Francesco Esposito invoca “una sanità di normalità fatta bene, non l’eccellenza”. Scalzo inizia con un distinguo: “Rispetto agli altri siamo una forza profondamente riformista e propositiva che non si sottrae al confronto ed al coraggio delle scelte. Trovare soluzioni concrete per soddisfare le esigenze dei cittadini attiene alle condizioni di vita civile”. Ancora il consiglier: “Questo stato di emergenza sanitaria costringe molti professionisti validi ad andare in pensione e i cittadini a curarsi non solo fuori, ma nella stessa regione”. Lo Moro prima del suo intervento premette che “il Trauma center è la garanzia maggiore per tenere sul territorio una sanità normale”. E poi sostiene: “Investire in sanità vuol dire investire in salute. Ma il risparmio è il contrario dell’investimento. E le conseguenze le paga il cittadino. Non è giusto. Da un lato, si deve continuare ad investire, dall’altro la politica deve cancellare gli sprechi”. Il deputato si sofferma infine sulla città: “Sembra che Lamezia conti perchè c’è Talarico. Ma la verità è diversa: qui le cose si dicono, però non fino in fondo”. (Gazzetta del sud)