SCENDIAMO IN PIAZZA!

Il governo Monti ha proposto una stangata senza precedenti. “Calabria Ora” propone una mobilitazione senza precedenti. (Fonte: Calabria Ora – Piero Sansonetti)

Il Presidente del Consiglio ieri ha illustrato le linee della manovra economica che in serata è stata varata dal Governo. A leggere i resoconti c’è da restare senza parole: Non si era mai visto qualcosa del genere. E’ una manovra da 24 miliardi, quindi un colossale spostamento di risorse, che si fonda, tutta, su un principio semplicissimo e impossibile da nascondere: Far pagare la crisi, fino all’ultimo centesimo, ai più deboli. Lavoratori dipendenti, pensionati e malati. Cioè impoverire in modo molto forte le fasce sociali più povere. Perché? Perché i poveri sono tanti, fanno meno storie di altri e non controllano i giornali. Voi direte: Però votano! Già, ma chissene frega! Forse che il governo Monti è stato eletto dagli elettori e deve rispondere agli elettori? Lo ha nominato Napolitano su mandato dei banchieri Europei e a Napolitano e ai banchieri Europei va bene così? Per questa ragione, prima di esaminare meglio il senso e i dettagli della manovra, vi diciamo subito una cosa: Noi crediamo che la Calabria non possa restare in erte difronte a questa inaudita prepotenza. Occorre una risposta potente, popolare, di piazza. “Calabria Ora” lancia un appello alle forze politiche e ai sindacati, ai giovani, alle università, agli studenti, alle donne, alle associazioni di categoria per organizzare una grande manifestazione di protesta contro il governo Monti. Si tratta solo di stabilire insieme data e luogo. Ci rivolgiamo davvero a tutti: Ai partiti politici, alle istituzioni, ai comuni, ma soprattutto ai sindacati che rappresentano i lavoratori e i pensionati, cioè le categorie più colpite dal governo Monti.

Cerchiamo di capire lo spirito e le conseguenze della manovra almeno così come appare dalle prime notizie. I soggetti presi di mira e che saranno colpiti in modo devastante, sono 4: I lavoratori dipendenti più anziani (soprattutto le donne), i disoccupati (quelli over 55 sono gettati in uno stato di vera e propria disperazione), i malati senza redditi alti, e infine i giovani, che vedono sempre di più allontanarsi il momento nel quale potranno diventare la parte trainante del paese. Almeno ai due terzi delle risorse vengono raccolti con lo smantellamento del sistema pensionistico e del sistema sanitario: cioè dei due capisaldi del Welfare Italiano che assicuravano cure gratuite e pensioni non alte ma a tutti. Di quel Welfare, dopo Monti, resterà solo un pallido ricordo. Per il resto, e cioè per dare l’impressione dell’equità, qualche piccolo provvedimento di facciata. Per esempio l’aumento delle tasse per i redditi sopra i 75 mila euro al mese, che inciderà al massimo per un ventesimo sulla portata complessiva della manovra, e le nuove tasse sulle macchine e le barche di lusso, un provvedimento di puro folkrore che inciderà in modo del tutto impercettibile. Diciamo che la parola d’ordine è: “Guai ai poveri e ai malati…”. E che l’idea politica di fondo è quella di porre fine al vecchio compromesso tra capitalismo e social democrazia che era stata la base della politica europea in questi 60 anni e che era stato rispettato persino da Berlusconi.

PENSIONI – Vi ricordate cosa successe in Italia quando il ministro Maroni, intorno al 2003, impose una riforma delle pensioni che prevedeva il cosiddetto “Scalone” (e cioè l’innalzamento di due anni, tutto in una volta, del limite di età per andare in pensione di ansianità, portandolo a 61 anni)? Scioperi generali, ostruzionismo parlamentare, cortei, proteste e occupazioni. Così forti che il governo Prodi, appena insediato, abolì quello scalone. Ora Monti, in un solo pomeriggio, alza il limite di età a 66 anni per le donne (6 anni secchi di scalone) e a 67 (con decurtazione dell’assegno) oppure a 70 per i maschi. Ci sono milioni di persone che aspettavano di andare in pensione tra qualche mese o tra un anno o due e che da stasera sanno che dovranno aspettare ancora 6 o 7 o anche 10 anni. Alcuni di loro sono senza lavoro. Disoccupati ultra cinquantenni, che avevano messo qualche soldo da parte per sopravvivere ancora in questi mesi in attesa della pensione. Monti gli ha detto che per 5 o 10 anni ancora resteranno senza reddito. E se qualcuno di loro si uccide? O se attua forme poco civili di protesta?

SANITA’ – Si parla di un taglio tra i 3 e i 5 miliardi nella spesa sanitaria, sarà il massacro del sistema sanitario nazionale, grande conquista Europea degli anni 70. Verranno introdotti i ticket anche sui ricoveri. Cambia concretamente il rapporto tra i ceti più poveri e la malattia. Non c’è più solo lo stress che la malattia di per se provoca, ma c’è la preoccupazione economia: se mi ammalo resto senza soldi. Si torna agli anni 50. Originale forma di modernizzazione.

GIOVANI – Addio al turn – over, al ricambio. Probabilmente nei prossimi 5 o 6 anni andranno in pensione si e no un terzo delle persone previste. Non si creeranno nuovi posti di lavoro per i giovani, e soprattutto sarà bloccato il ricambio gerarchico: un capo resterà capo fino a 70 anni e per i quarantenni bisognerà aspettare di diventare vecchi e così per i trentenni eccetera eccetera… E poi c’è l’Ici, tassa “Ceca” che colpisce tutti, non solo i ricchi, perchè in Italia quasi tutti (più dell’80% delle famiglie) hanno una casa. Il professor Monti, e cioè l’inventore di questa manovra – massacro, è stato insediato a capo del governo senza nessun mandato democratico. La politica si è ritirata, ha fatto un passo indietro. O oggi la politica capisce che deve tornare in campo, o questa classe dirigente sparirà. Per questo lanciamo un appello a sindacati ma anche alla politica: Battiamo un colpo. La Calabria deve fare sentire la sua voce. Deve scendere in campo. E dire: “Caro Monti, Caro Professore, rifaccia il compito!