Sinistra Ecologia e Libertà attacca Scopelliti sulla situazione sanitaria lametina

La sanità lametina e, soprattutto la situazione in cui versa l’ospedale “Giovanni Paolo II”, continua a far parlare. Il coordinatore cittadino di Sinistra ecologia e libertà, Giandomenico Crapis, sferra un duro attacco al nuovo corso regionale ed al governatore Giuseppe Scopelliti. Crapis afferma “Le cose da quando la destra è al potere non vanno meglio di prima: la sensazione di dequalificazione che c’era prima con Loiero al governo, è la stessa che si avverte oggi che sono i nuovi arrivati. Non è cambiata una virgola. Se vogliamo, anzi, la sensazione di disagio è peggiorata anche per gli effetti economici della politica nazionale di Berlusconi sulla sanità e per l’uscita dai ranghi medici ospedalieri di molti professionisti andati in pensione nell’ultimo anno. C’è stata, osserva Crapis, una girandola di trasferimenti, ristrutturazione di reparti e ambulatori ma di miglioramenti nell’offerta sanitaria non se ne vedono. Anzi la ristrutturazione in qualche caso, come nella Utic, è a saldo negativo perché abbiamo un reparto che passa da uno spazio accogliente ad uno spazio angusto e sacrificato per medici e pazienti. C’erano, ricorda Crapis, 280 posti letti prima, ore ce ne sono oltre 50 in meno. Per il taglio dei posti letto i pazienti che si rivolgono al Pronto soccorso lametino non di rado vengono dirottati altrove con estremo disagio delle famiglie. Inoltre prima c’erano eccellenze come la neonatologia che servivano ai pazienti e al territorio ora rischiamo di perderla, anzi l’abbiamo persa, per pavoneggiarci invece con eccellenze di ricerca che non hanno nessuna ricaduta utile sui cittadini, come la fibrosi cistica o la porfiria. Fino a qualche tempo fa il controllo dei pace maker in quella che fu la prima Utic (Unità Terapia Intensiva Coronarica) della regione si faceva, oggi a volte si fa a volte non perché non ci sono i medici. Prima c’erano un certo numero di primari vincitori di concorso a guidare i reparti, ora in molti di questi reparti i primari non ci sono e quel che è peggio è che per molti di essi non si potranno fare i concorsi. Le cose non vanno meglio sul piano degli infermieri e degli ausiliari, in quanto da tempo per i tagli alla sanità c’è una sproporzione tra le necessità di assistenza ai malati e il numero dei paramedici, soprattutto gli ausiliari che sono quelli che si dedicano alle esigenze igieniche dei ricoverati. Non è un fatto di oggi, è un fatto vecchio di alcuni anni, ma – conclude Crapis, i nuovi poteri non sembrano avere contezza che anche di questo è fatto il malessere della sanità lametina”.