Ticket Sanitari: un’ Italia divisa in due.

Roma – Un’Italia spezzata in due è quella risultante a seguito della decisione intrapresa Governo attraverso la Manovra correttiva di applicare un inasprimento dei ticket sanitari sulle visite specialistiche e sui codici bianchi al Pronto Soccorso.

Da una parte figurano le Regioni che hanno già fatto scattare da ieri il pagamento per i cittadini, anche a fronte di un piano di rientro già in corso per alcune delle quali che impedisce di trovare i fondi volti alla copertura di tali spese: Liguria, Lombardia, Calabria, Basilicata e Lazio, dove – in quest’ultima – il pagamento è stato introdotto a macchia di leopardo, ma dove la governatrice Renata Polverini ha annunciato l’intenzione di alzare le fasce di esenzione.

In altre due regioni, Puglia e Marche, è partita oggi una circolare dai rispettivi assessorati alle Asl tesa all’introduzione delle tariffe che scatterà da oggi.

Dall’altra parte, invece, cresce il fronte delle Regioni che si sono duramente opposte all’aggravio di spese sanitarie per i cittadini, fronte che si rafforza con l’ingresso di altre Regioni nel gruppo di quelle alla ricerca di soluzioni alternative.

Intanto crescono, di fronte agli sportelli delle Asl, le proteste dei cittadini per i quali è scattato l’aumento di 10 euro per la specialistica e la diagnostica e 25 per i «codici bianchi» di pronto soccorso. Nel gruppo di coloro che hanno deciso di congelare il provvedimento figurano il Piemonte, il Veneto, la Toscana, l’Umbria la Val d’Aosta, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna e Sardegna solo per quanto concerne i codici bianchi.

Da ottobre ha invece fatto sapere il ministero della Pubblica Amministrazione guidato da Renato Brunetta, sarà possibile pagare on line.