Tornano le tasse sulla prima casa, una stangata per le famiglie

E questa rischia di essere forse la fonte di maggiore arrabbiatura, insieme alla scomparsa dei tagli aicosti della politica, per i cittadini italiani

Con la manovra finanziaria 2011 torna l’Irpef sulla prima casa.Dal 2013 abolite le agevolazioni fiscali sull’abitazione principale, una stangata per milioni difamiglie. Tagli lineari del 5 e poi del 20% su ben 483 sgravi fiscali, dai figli a carico alle spesemediche. Un carico di quasi mille euro in più a famiglia. Una vera e propria stangata per 24 milionie 200 mila italiani, possessori di prima casa.Eppure ricordate il famoso annuncio di Silvio Berlusconi “toglieremo l’Ici”? Si prometteva dieliminare del tutto la tassa sulla prima casa non solo per i redditi bassi, ma per tutti. In questapromessa c’erano tutte le speranze di vincere sul filo di lana le elezioni del 2006. Qualcheosservatore più avvertito, provò ad obiettare che non era giusto togliere una delle poche vere fontidi entrata per i Comuni e che questo atto li avrebbe costretti ad andare a trovare da altre parti lerisorse che venivano sottratte, magari aumentando le tasse sui rifiuti e tartassando ingiustamentei cittadini con le multe al CdS.

Ora però il governo cambia idea e reintroduce l’Ici mascherata daIrpef.È questa una delle novità meno gradite previste.La riduzione della deduzione per l’abitazione principale sarà del 5% nel 2013 e del 20% dal 2014:ovvero a regime, la tassazione dell’unità abitativa sarà su una base imponibile pari al 20% dellarendita catastale. Secondo una simulazione elaborata dal quotidiano Repubblica, un proprietario conuna casa di 80 metri quadrati, situata in una zona semi-centrale di una grande città, dovrà metteresull’imponibile Irpef il 20% dei 1.000 euro della sua rendita catastale: se questo contribuente ha unreddito annuo di 15 mila euro e una aliquota del 23% dovrà rassegnarsi a pagare 46 euro in più.

Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela delConsumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” queste misure suicontribuenti italiani, andranno ancora una volta a colpire soprattutto i redditi medio-bassi cioè quellidei lavoratori dipendenti e pensionati su cui graverà gran parte del “carico fiscale” pendente sugliItaliani. Infatti da soli, queste categorie garantiscono ben l’“82%” dell’intero gettito Irpef.