Tremonti: “Non possiamo fare una riforma in deficit”. Maroni: “In questi momenti credo che serva più il coraggio che la prudenza”.

Roma – “La politica che abbiamo fatto è stata giusta nella crisi. La crisi non è finita. Credo che sia il caso di fare ragionamenti di precauzione e prudenza perché il tempo della prudenza non è finito”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, , al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

“I fattori di instabilità e di crisi che si sono manifestati 3-4 anni fa sono tutti in essere. Non abbiamo la minima intenzione di tassare la prima casa o il risparmio delle famiglie”, ha detto il Ministro, sottolineando la volontà di attuare un “recupero dall’evasione fiscale per la riduzione della pressione fiscale”.

“C’é stato un abuso eccessivo di forme di tempo determinato – ha detto Tremonti -, il nostro sistema produttivo sarebbe più moderno se fosse più aziendale nella contrattazione e, per compensazione sociale, meno arbitrario nella sequenza del determinato. Servirebbe un limite a quegli strumenti contrattual, un conto è la flessibilità, un altro l’abuso”.

“E’ una questione che dobbiamo studiare”, ha poi dichiarato il patron di Via XX Settembre in merito all’ innalzamento delle aliquote Iva per trasferire la tassazione dalle persone alle cose, enfatizzando che la riforma fiscale “non la possiamo fare in deficit”.

“Tremonti ha detto che serve la prudenza, è giusto, ma in questi momenti credo che serva più il coraggio che la prudenza”. Lo ha detto il Ministro degli Interni, , parlando di manovra e riforma fiscale alla festa nazionale della Cisl in corso a Levico Terme.