Una questione tecnica che mette sotto torchio il sindaco e “nasconde” la politica

La gravità di questo sbilanciamento operato dai politici che non rappresentano gli interessi delle comunità che li hanno eletti è certificata nella mancanza dei presupposti che avrebbero motivato una riorganizzazione così penalizzante sia per l’ospedale  lametino che per l’eccellenza dei reparti oncologici che bene hanno legittimato l’istituzione e la difesa della Fondazione al servizio della Calabria. La certificazione tecnica della negligenza politica che penalizza la tutela della salute e i diritti dei cittadini lametini è quella formalizzata dal Tavolo Massicci che ha monitorato gravi ritardi in un settore che si scrive LEA- livelli essenziali di assistenza- e si scrive: mancata programmazione dei bisogni sanitari primari. Ecco la gravità politica: gettare le mani sul piatto della gestione delle risorse senza adempire ad una corretta programmazione. E pensare che i finanziamenti che il tavolo Massicci eroga alla Calabria passano proprio da una buona gestione dei livelli essenziali di assistenza. Una “mancanza” particolarmente antipatica quando proviene da un ente come la Regione in cui eminenti rappresentati lametini eletti e selezionati in incarichi di prestigio, scelgono di salire sul palco per puntare l’indice piuttosto che fare un mea culpa e garantire leale collaborazione per la città. La realtà, per ciascuno eletto dalla città, indica una sola emergenza: stop propaganda sulla pelle dei cittadini. Il consigliere comunale – Teresa Benincasa