REGGINA: una poesia che compie 100 anni

1914

L’U.S. Reggio Calabria si tramuterà nel Reggio F.B.C. negli anni trenta variando la maglia in bianconera per via delle frequenti fusioni fra club di calcio di quegli anni , per poi sospendere attività calcistiche e riapparire negli anni quaranta grazie alla Corda Fratres, con il nominativo di U.S. Reggina ( indossando la prima, storica, tenuta amaranto dalla data del 04.11.1928 con l’inaugurazione del campo di S. Anna).
Si tenga bene a precisare che negli anni in cui la ‘Reggina’ aveva sospeso ogni attività per cause economiche, era sorta la Dominante, compagine dalla maglia bianconera, ma è bene fare una precisazione doverosa ai fini della verità storica da acclarare : la Dominante non era la Reggina ( che a sua volta era la Reggio F.C.B. che a sua volta affonda le radici nell’ U.S. Reggio Calabria per gli amanti della dovizia di particolari). Una cosa era la Dominante, altro la Reggina. Si specifica ciò perché spesso percorsi fotografici confondono e tendono a sovrapporre queste realtà che rimangono nella storia distinte e separate ( tale confusione è generata anche dal fatto che dal momento in cui  la Reggina si autosospese negli anni trenta, parecchi calciatori confluirono nella seconda squadra cittadina, la Dominante, appunto). L’ U.S. Reggina, dunque, ricostituita a suon di sollevazione popolare, ripartecipa ai campionati prima citati tipici dell’epoca, si scontra con la Dominante e Reggio assaggia il sapore di un derby stracittadino che mai più si ripresenterà in città, causa scomparsa della Dominante alla fine degli anni quaranta. Amaranto contro bianconeri e per la cronaca romantica di quei tempi, vinceranno sempre i primi in larga misura in uno stadio S. Anna costituito per il 95 % da tifosi della Reggina, la prima squadra della città. 
Da qui, dall’ U.S. Reggina, quest’ultima si tramuterà in A.S. Reggina per poi diventare nel 1986 Reggina Calcio ( in pari anno Reggio salva la Reggina con una commovente sottoscrizione popolare, la cordata di imprenditori che diviene compagine sociale conserva il titolo ‘Reggina’ e altera solo la natura giuridica, tramutando in SPA). E’ la svolta, dunque.  
Nell’ottica di una breve ricostruzione storica della Reggina, dalla fondazione nel 1914, dopo anni di Serie C la Reggina si affaccia per la prima volta in Serie B nella stagione 1964/65, poi dopo nove stagione ritornerà in C dove alterna tre cicli. Nel primo ciclo, metà anni settanta inizio anni ottanta, sfiorerà la Serie B quasi ogni anno, nel secondo ciclo, inizio anni ottanta metà anni ottanta, crollerà alternando campionati fra C/1 e C/2, il terzo ciclo vede la rinascita della Reggina dopo il fallimento del 1986 che condurrà alla storica promozione in B nella stagione 1987/1988. Altra promozione verso i cadetti sarà nella stagione 1994/1995, ma è nella stagione 1998/1999 che si raggiunge l’apice della storia: dopo 85 anni di storia la Reggina entra nell’olimpo del calcio, dove soggiornerà nove stagioni (due anni consecutivi, retrocessione e promozione immediata nella stagione 2001/2002, altri sette anni consecutivi di massima serie per poi ritornare fino alla data odierna nella serie cadetta). Si aggiunge, altresì, che la Reggina è la massima rappresentante regionale nel calcio nazionale avendo più campionati di Serie A alle spalle, superando il Catanzaro che, al momento, ne annovera sette. Vi è da dire che, essendo Reggio  dirimpettaia a Messina con la quale da alcuni anni per istituzione governativa fonda ‘l’area metropolitana dello dello Stretto’, la società amaranto è la prima squadra rappresentativa dello Stretto e di tale contesto metropolitano, in forza dei soli cinque  campionati disputati nella massina serie da parte del Messina. In ambito meridionale, la Reggina è al sesto posto come campionati disputati nella massima serie, superata dal blasonato Napoli, poi dal Bari, Lecce, Palermo, Catania.
Dall’ U.S. Reggio Calabria del 1914 alla Reggina Calcio: siamo sempre noi, è sempre la Reggina nella sua evoluzione storica  e nella sua palingenesi naturale, un nome che nutre rispetto e stima nel panorama nazionale, dignità suscitata non solo per i nove recenti anni trascorsi in Serie A ( basta pensare che nella stagione 2003/2004 la Reggina è stata la sola squadra a rappresentare il Mezzogiorno d’ Italia, così come basta pensare l’incredibile salvezza nella stagione 2006/2007 partendo da meno undici in seguito ad un processo farsa), ma per avere figurato con onore in qualsiasi categoria disputata. Nella sua storia centenaria, la Reggina ha annoverato campioni di alto rango come gli stranieri Korostolev e Barcarich ( giocatori che mentre indossavano la casacca amaranto indossavano contestualmente la maglia della loro nazionale di pertinenza, negli anni quaranta e cinquanta), Toschi finito poi al Toro, Tomasini ceduto al Cagliari dove vincerà lo scudetto, Elvy Pianca, genio e sregolatezza, Franco Causio ceduto alla Juventus, Nedo Sonetti, il portiere Navazzotti (attuale preparatore dei portieri del settore giovanile del Milan), fino a Giacomo Ferri che finirà anch’esso al Toro dei guerrieri granata, Massimo Orlando, ex grande promessa del calcio nazionale ceduto alla Juventus prima e Fiorentina successivamente, l’ex nazionale Benito Carbone, Simone Perrotta, Andrea Pirlo, Kallon (nazionale Sierra Leone e ceduto all’ Inter), Nakamura, Leon (nazionale onduregno), Bonazzoli, Taibi, Nick Amoruso, Bianchi, Cozza, Marco Borriello. Basta solo pensare che nei mondiali del 2006 disputati in Germania, si riscontrava la presenza di cinque calciatori impegnati nelle rispettive nazionali che in svariati anni avevano indossato la casacca amaranto, di seguito elencati: Pirlo e Perrotta (Italia), Paredes ( Paraguay), Jiranek (Repubblica Ceca), Nakamura (Giappone). La storia amaranto vanta anche prestigiose panchine come Fulvio Bernardini, Oronzo Pugliese, Tommaso Maestrelli ( allenatore della prima promozione in B per gli amaranto) che diverrà campione d’ Italia con la Lazio, così come Franco Scoglio, Nevio Scala, Franco Colomba, Walter Mazzarri, Albertino Bigòn, Bruno Bolchi l’allenatore storico della prima promozione in A. Sarebbero tanti i nomi dei giocatori ed allenatori che in cento anni hanno reso onore alla storia della Reggina e che in tale articolo è impossibile menzionare per ovvi motivi di spazio (così come è giusto ricordare e ringraziare ogni singolo dirigente per la mansione svolta ed ogni membro societario che dietro le quinte ha svolto un prezioso lavoro all’interno della società).   
Spiegata la genesi della Reggina non rimane che essere fieri di questo centenario, nonostante l’attuale posizione in classifica è a dir poco imbarazzante ( penultimi in Serie B) e si discosta dal ‘trand’ storico della società di Via Delle Industrie. Disastroso questo girone di andata in cui pesa non solo la penultima posizione, ma un valzer d’allenatore che evidenzia una società in confusione di identità ( Atzori, Castori, Atzori, Zanin-Gagliardi. Fino al momento)
Cento anni di storia amaranto sono una punta di diamante e di orgoglio da mostrare nella storia del calcio, inquadrando e spostando la logica anche nel contesto sociale pertinente (il calcio rimane un collante con la società civile), per via di quanto di importante  ha dato il calcio di Reggio Calabria alla nazione in considerazione della sua sfera di umile e dignitosa provinciale, che ha sempre lavorato emergendo con le proprie forze, quindi lontana da quelle lobby calcistico-industriali di potere consolidate in forma stabile in alcuni club centro-settentrionali.
Cento anni di Reggina che devono essere interpretati come un punto, come detto, di orgoglio, ma anche come un nuovo punto di partenza e di svolta per il futuro. Una chiave di volta di forza, per una nuova rinascita verso obiettivi sempre più alti.
La  Reggina Calcio, al momento, si è riservata di organizzare l’evento celebrativo in fase successiva e nell’attesa che la società amaranto organizzi tale evento  i tifosi si organizzano a festeggiare autonomamente. La Curva Sud sarà, infatti, teatro di una celebrazione colorata da parte del tifo organizzato ed in città, all’ Arena dello Stretto, nel pomeriggio ed in vari locali cittadini gruppi di tifosi si sono dati appuntamento per festeggiare questa ricorrenza storica per l’intera città. La Reggina, per i reggini sparsi nel mondo, è sinonimo di attaccamento viscerale, di contiguità e legame di ricordi indelebili con la propria terra, quando il proprio nonno o il proprio padre accompagnava ed accompagna il proprio figlio o nipote per assistere ad una gara di calcio di questa squadra, al di là della categoria. Una tradizione che si traduce in un passaggio di consegna morale, in cui, tramite la Reggina, si sono trasmessi e si trasmettono valori come il senso di identificazione, l’orgoglio del senso di appartenenza, la tutela della propria identità. Reggina, dunque, un’emozione infinita che dura da cento anni. A comprova di quanto si espone si certifica che, in seguito alla prima promozione in Serie A nell’anno 1999, ultimata la prima storica stagione nella massima serie, la tifoseria organizzata amaranto è stata premiata come la tifoseria ‘campione d’ Italia’ in un campionato che si riserva alle tifoseria dello ‘stivale’, organizzato da specifiche riviste sportive. Ricordi andati, è vero, ma che trasudano il dna dell’appassionato popolo amaranto, bisognevole ad oggi di stimoli e credibilità. La storia resta sempre incancellabile.
Oggi, il cielo di Reggio è cento volte amaranto: auguri Reggina, auguri cuore amaranto di sempre.
Altri mille di questi anni, per la storia, per la maglia, per quel colore che identifica, in maniera incontrovertibile, il vessillo della città di Reggio nel mondo e distingue i reggini dandone un marchio di unicità ovunque. Domenico Romeo