Spazio Domenico Romeo: “Bologna, rassegna sui beni confiscati”

Per mesi è stato chiuso, a causa del lockdown. L’erba è cresciuta, i disegni sui pannelli hanno iniziato a perdere colore. Ora però è tempo di riaprirlo. Si tratta del giardino di Villa Celestina, bene confiscato a Bologna, il primo in città che si appresta ad essere riutilizzato a fini sociali.
Il bene, un complesso immobiliare in via Boccaccio, appena fuori dal centro di Bologna, era rimasto chiuso per più di dieci anni:confiscato in via definitiva nel 2008 a Giovanni Costa – condannato per il reato di riciclaggio aggravato, a seguito di operazioni finanziarie portate a termine anche per conto della famiglia mafiosa dei Montaldo di Villabate – nel 2018 è stato assegnato al Comune di Bologna. Una scelta importante: la villa principale è infatti completamente da ricostruire, l’ex casa del custode da ristrutturare e il giardino da mettere a posto. Così, in attesa del completo riutilizzo, lo spazio esterno è stato assegnato in via temporanea a Libera Bologna, che in questi anni ha organizzato, incontri, eventi e percorsi con le classi della città e che, dopo il lockdown, riaprirà il giardino alla cittadinanza dal 2 luglio, con una rassegna estiva: “Presi bene”.
“Presi bene” è un cartellone di incontri, eventi, concerti, dibattiti che si svolgeranno a luglio e a settembre in uno spazio nel verde, dove poter mantenere le distanze stando insieme. Ma è anche una scelta: quella di riprendere un bene confiscato e aprirlo a tutte e tutti. Quella di riaprire un giardino e costruirlo pian piano, insieme a tante e tanti. Perché Villa Celestina è un bene confiscato segno della presenza criminale e mafiosa a Bologna, ma oggi, e si spera sempre più, è anche il segno di una cittadinanza che si riappropria di un luogo che era mafioso e oggi è uno spazio aperto e condiviso.
Temi centrali della rassegna estiva saranno il riutilizzo dei beni confiscati a fini sociali, insieme alle studentesse e agli studenti che negli scorsi mesi hanno lavorato ad alcuni progetti di ristrutturazione degli spazi del bene confiscati; il diritto alla salute, previsto dall’articolo 32 della Costituzione e che spesso ha bisogno di essere rafforzato, soprattutto per le persone che vivono ai margini della società; la memoria e la ricerca di verità e giustizia, in particolare quella per la Strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in vista del 40° anniversario dell’attentato.

IL PROGRAMMA
Giovedì 2 luglio, ore 18:
Ripensare un bene confiscato.
Presentazione dei progetti delle ragazze e dei ragazzi del Liceo Artistico per l’ex casetta del custode di Villa Celestina e condivisione dei percorsi futuri.
Concerto de Il Mercatovecchio.
Giovedì 9 luglio, ore 18.
Diritto alla salute, per tutte e tutti.
Incontro con Approdi, Mediterranea Saving Humans e Laboratorio Salute Popolare.
Giovedì 16 luglio, ore 18:
Strage di Bologna. Quarant’anni senza verità e giustizia. Incontro con l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Concerto di Arte Migrante.
Per motivi di sicurezza di tutte e tutti, per partecipare agli eventi è necessario prenotarsi, scrivendo a segreteria.bologna@libera.it

Domenico Romeo