Spazio Domenico Romeo: “La pena di morte nel continente africano”

Nella seduta della settimana scorsa presso l’ Onu, si è registrato un risultato positivo senza precedenti alla votazione sulla risoluzione nel suo complesso: 123 Stati hanno sostenuto la risoluzione per l’abolizione della pena di morte, 36 hanno votato contro e 30 si sono astenuti. Per la prima volta, Repubblica Democratica del Congo, Dominica e Malesia hanno positivamente cambiato il loro voto per sostenere la risoluzione, mentre Antigua e Barbuda si sono spostate dalla contrarietà all’astensione. Guinea Equatoriale, Gambia, Mauritius, Ruanda e Seychelles hanno ancora una volta votato a favore della richiesta di una moratoria sulle esecuzioni, dopo che non l’avevano fatto nel 2016. Solo due Paesi hanno modificato negativamente i loro voti rispetto a dicembre 2016, con il Bahrain che è passato dall’astensione al voto contrario e il Suriname dal voto favorevole all’astensione. Nel contempo, il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite il 7 novembre 2018 ha ribadito il suo invito al governo liberiano ad abolire la pena di morte che il governo ha reintrodotto nel 2008. Rivolgendosi a una consultazione nazionale di un giorno sui diritti umani tenutasi a Monrovia, un membro attivo dell’ Comitato, Margo Waterval, ha detto che “è stato un peccato che la Liberia, come Stato parte del secondo Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, abbia reintrodotto la pena di morte nel suo codice penale”. Anche Burkina Faso e Ciad hanno preso provvedimenti per abrogare questa pena con leggi nuove o proposte in questo senso. “I progressi compiuti nell’Africa sub-sahariana hanno rafforzato la sua posizione di “simbolo di speranza” per il movimento abolizionista. La leadership dei Paesi di questa regione rafforza la speranza che questa pena – crudele, disumana e degradante – sia presto solo un terribile ricordo”, ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International. “Con i governi della regione che continuano ad adottare misure volte a ridurre e abrogare la pena di morte anche nel 2018, l’isolamento dei Paesi restanti, in cui il boia rimane attivo, è lampante. Ora che 20 Paesi dell’Africa sub-sahariana hanno abolito la pena capitale per tutti i crimini, è giunto il momento che il resto del mondo segua questo esempio, consegnando questa ripugnante punizione ai libri di storia”. L’organizzazione ha registrato, dunque, un sostanziale calo del numero di Paesi esecutori nell’Africa sub-sahariana, da cinque nel 2016 a due nel 2017: solo in Sud Sudan e Somalia il boia è stato chiamato ad intervenire. Nonostante Botswana e Sudan abbiano ripreso le esecuzioni nel 2018, l’organizzazione ha sottolineato che questo non deve far dimenticare i passi positivi compiuti da altri Paesi della regione. Altrove in Africa? Il Gambia ha firmato un trattato internazionale che impegna il Paese a non eseguire condanne e ad abolire la pena capitale. Il Presidente del Paese, nel caso d specie, ha stabilito una moratoria ufficiale (divieto temporaneo) delle esecuzioni già a partire dal febbraio 2018.

Domenico Romeo