Spazio Domenico Romeo: “Red Land, il film che rievoca il genocidio nascosto”

Si chiama “Red Land-Rosso Istria-” ed è il film che scardina verità ed informazioni storiche sottaciute nel tempo. Parlare di foibe, di pulizia etnica, di crimini del bolscevismo e dei partigiani comunisti titini, vuol dire scardinare menzogne, significa toccare nervi scoperti che, inevitabilmente, generano reazioni di vario genere e suscettibilità. Ma “Red Land” non è solo un film, ma un documento storico che, unendosi alle varie memorie e documentazioni storiche fin qui acquisite (testimonianze, reperti storici, libri, documentari), affonda sempre più la coltre dell’oscurantismo e del puerile negazionismo sull’argomento foibe. Negazionismo sempre più isolato, reso ridicolo da suoi stessi attori. Non è un caso, difatti, che il regista del film (Maximiliano Hernando Bruno) sia stato tacciato falsamente di “fascismo”, dal mainstream negazionista e che “Red Land-Rosso Istria-” abbia subito alcune forme di boicottaggio. In ragione di ciò, il regista precisa in forma chiara: “questa non è una storia di parte, non ha un colore politico, ha solo il desiderio di raccontare che il colore delle anime delle persone sono tutte uguali e che a nessuna di esse dovrà mai essere annientato il pensiero, la speranza in qualsiasi ideale, il credo verso Dio”. Forme di boicottaggio che però stanno sortendo l’effetto diametralmente opposto a quello voluto dagli stessi detrattori: la divulgazione della pellicola, già presente in diversi cinema della Nazione ( Roma, Milano, Padova, Messina, Genova, Bergamo, Trieste, Udine, Bolzano, Verona, Siena, Caserta, Torino, Cesena, Catanzaro, La Spezia, Venezia, Treviso, Gorizia, Vicenza, Pordenone, Bastia Umbra), è destinata ad allargarsi in tutto lo Stivale. Sarebbe opportuno che gli Istituti scolastici si organizzassero per erudire sempre più le nuove generazioni su quanto accaduto nel nostro Paese e sulle tragedie che hanno attraversato l’ Italia in forma trasversale, sotto l’onta di ideologie aberranti e criminali (il nazi-fascismo e, nel caso del film in questione, del bolscevismo, passato artificiosamente alla storia come “liberatore” e panacea dei popoli). In relazione ai recenti episodi di boicottaggio/legittimazione dell’opera cinematografica, l’Unione degli Istriani sta valutando l’opportunità di chiedere a Palazzo Chigi-Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche attraverso il sostegno dei Presidenti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e della Regione Veneto Luca Zaia di farsi direttamente carico della questione, affinché la pellicola venga proiettata in prima serata sulla Rai, in uno dei giorni della settimana precedente “il Giorno del Ricordo dell’ Esodo e delle vittime delle Foibe” (che cade il dieci febbraio di ogni anno, come da L. 30.03.2004 nr. 92). In Sicilia, dopo Messina, anche Palermo si appresta a documentare una pellicola di pregnante rilievo storico. In un’unica proiezione, martedì 11 dicembre 2018, alle ore 20,30, al cinema multisala Aurora e cinema Igiea Lido del capoluogo siciliano (in via Tommaso Natale nr. 177), chiunque avrà la possibilità di assistere ad un film che rievoca verità meritevoli di attenzione e rispetto. Un film apocalittico, che a Palermo sbarca grazie alla tenacia di Gino Zambiasi, Giorgia ed Enrico Enrile, responsabili del Comitato Provinciale ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia). Dopo l’uscita del film “Il cuore nel pozzo” (con Leo Gullotta e Beppe Fiorello fra gli interpreti), il cinema italiano racconta il genocidio delle foibe attraverso la figura di Norma Cossetto, giovane studentessa universitaria istriana, laureanda all’ Università di Padova, dapprima sequestrata, poi barbaramente violentata e successivamente gettata nelle cavità carsiche naturali denominate “foibe”, dagli eroi di Tito e di Togliatti. A Norma Cossetto, colpevole solo di essere italiana unitamente a tutte le altre vittime dell’eccidio, venne poi conferita la medaglia d’oro al valor civile dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi e una targa ricordo è presente all’interno dell’ Università di Padova. Buona visione, ricordando sempre che la storia è maestra e che dovrebbe insegnare a chiunque le storture del passato, dando possibilità di potere pianificare un futuro migliore.

Domenico Romeo