Spazio Domenico Romeo: “Teresa Talotta Gullace e l’anelito degli spiriti liberi”

“La libertà è un diritto”, si dirà, ed è vero. “La libertà è sacra” si dirà, ed è altrettanto vero. Ma soprattutto la libertà di un popolo è un bene conquistato storicamente con il sangue e tale bene cammina e cresce parallelamente all’interno di una società che riconosce diritti formalmente incardinati all’interno di una Costituzione. La libertà, in sostanza, non è un diritto acquisito e lo insegna la storia dell’uomo. Ma è lo specchio dell’eterna lotta fra l’oppresso e l’oppressore perché, è bene ricordarlo sempre, la libertà è per molti aspetti un privilegio, destinato ai popoli liberi, agli uomini liberi e alle donne libere. E il prezzo ed il bello della libertà si paga anche quando la libertà è donna. E’ la storia di Teresa Talotta Gullace, nata a Cittanova (Reggio Calabria), trasferita a Roma in gioventù e sin da molto giovane ha incarnato i principi della lotta all’oppressore nazista. Il 26 febbraio del 1944, nel corso di un rastrellamento, Teresa dovette assistere al prelievo forzato del marito, Girolamo Gullace, che fu trattenuto dai nazisti insieme ad altri italiani, colpevoli di non riconoscersi nel Reich. Il 3 marzo, Teresa, unitamente ad altre donne, si recò presso gli oppressori chiedendo a gran voce la liberazione del marito, ma le insistenze si tramutarono in tragedia. Teresa, difatti, nel tentativo di avvicinarsi al marito, fu trucidata con una fucilata dagli assassini nazisti ed il gesto criminale suscitò una pubblica e popolare indignazione anche nei giorni successivi. Molti non sanno che la drammatica vicenda è stata ispiratrice del film “Roma città aperta” (Anna Magnani è stata l’interprete di Teresa), nonché del film “Anna, Teresa e le resistenti”, con la regia di Matteo Scarfò. Ad oggi, il circolo culturale “ L’Agorà” di Reggio Calabria ha già inoltrato recentemente una richiesta ufficiale via pec al Sindaco della città di Reggio Calabria (notiziando, nel contempo, per conoscenza, il Presidente della Repubblica ed il Prefetto della città dello Stretto), chiedendo l’intitolazione di uno spazio pubblico alla memoria della giovane martire. A tale richiesta, alla data odierna, la Commissione toponomastica ancora non ha espresso risposta che, si spera, arrivi nel più breve tempo possibile. Per maggiore completezza di informazione si precisa che il prefato circolo culturale non è nuovo a simili, preziose iniziative. Vittime della mafia, del terrorismo, rivoluzionari italiani e non, vengono ricordati in iniziative ad hoc. Gli studi e gli incontri culturali pianificati ed organizzati propanano, pertanto, l’intenzione di mettere in risalto figure positive della storia dell’uomo, analizzando fenomenologie culturali legate allo sviluppo antropologico dei contesti sociali.

Domenico Romeo