Spazio Domenico Romeo: “Uno spettro si aggira per l’ Europa: il suo nome è Global Compact for Migration”

Uno spettro si aggira per l’Europa ed il suo nome è Global Compact for Migration (GCM).Il Global Compact for Migration (GCM) dell’ONU viene definito dalle tecnocrazie europee “il patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare”, conforme alla “Dichiarazione di New York per i migranti” del 2016. La sottoscrizione del patto è prevista al prossimo summit ONU del 10-11 dicembre a Marrakesh.Questo patto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite vedrebbe l’Europa aprire i suoi confini al mondo, intensificando la crisi migranti. Ciò comporterebbe un ulteriore aumento del flusso migratorio verso l’Italia. La realtà di questo patto è che legittimerà e incoraggerà l’immigrazione economica illegale di massa, che si aggiungerebbe alle centinaia di milioni di migranti esistenti nel mondo ed equivarrebbe a un “patto di apertura delle frontiere”. Inoltre, il patto va anche ad incoraggiare le Nazioni ad aprire i loro sistemi di welfare. Questo vedrebbe le entrate fiscali deviate lontano da salute, sanità, scuola, infrastrutture, per pagare invece il benessere dei migranti.Il patto è stato anche sollecitato dalle grandi banche e società per creare un flusso infinito di risorse umane al servizio dei loro piani di espansionismo globalista a spese dello Stato e della sovranità nazionale.Il patto è di natura antidemocraticain quanto il rappresentante di ciascun Paese si assume il potere di decidere senza alcun mandato democratico o qualsiasi consultazione con i cittadini di quei Paesi che sosterranno la perdita di sovranità e identità attraverso l’aumento dei flussi migratori.Il patto ha un approccio totalitario nei confronti di qualsiasi opposizionead esso, incoraggiando la nazione a creare leggi contro il diritto fondamentale della libertà di espressione. Le seguenti citazioni del patto lo rivelano apertamente:

• “Ci impegniamo ad eliminare tutte le forme di discriminazione e contro-espressioni”.
• “Attuare o mantenere una legislazione che penalizzi i crimini di odio”.
• “Promuovere la comunicazione indipendente, obiettiva e di qualità dei media, comprese le informazioni basate su internet”.

Sebbene il patto non sia giuridicamente vincolante, una volta che una Nazione lo sottoscrive, naturalmente inizierà ad attuare le sue regole.Su Change.org è iniziata una raccolta firme in cui si chiede al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Interno Matteo Salvini la non adesione al Patto Globale per le Migrazioni delle Nazioni Unite come hanno già fatto Austria, Polonia, Ungheria ,Stati Uniti, Australia ( la petizione si chiama “Uscire dal Patto Globale per le Migrazioni dell’ONU” ed in pochi giorni sta raccogliendo moltissime adesioni). Alla luce di quanto sta accadendo la percezione è ben chiara alla maggioranza dei popoli europei. Vogliono imporci il “Global Compact for Migration” per renderci tutti precari, movibili, schiavi senza radici, succubi delle multinazionali, dei boss dell’industria internazionale. Vogliono imporci questa aberrazione non per darci diritti, ma per toglierceli e per massificarci tutti alla stessa maniera: poveri, esposti a malattie, senza alcuna stabilità. Il demone del mondialismo tenta questa nuova mossa per scartavetrare i popoli europei dalle loro identità, economie, stato sociale. L’Italia non deve firmare questo trattato, senza timori, la nostra Nazione dà più di quel che riceve all’ Europa e nessun organismo apolide, sovranazionale, può sostituirsi alla Costituzione e alla difesa dei confini. Ma perché i mercati ed il grande capitale hanno interesse a favorire questo Global Compact for Migration (GCM) ? Semplice: per ingrossare l’”esercito industriale di riserva” di marxiana memoria, dei sottoproletari necessari al sistema, ad aumentare la massa dei lavoratori fluttuanti, degli abassatori di tariffe sindacali, dei crumiri, perché la civiltà dei consumi e dei mercati del Vecchio continente necessita di nuovi schiavi. Un progetto, questo, che oltretutto mira a generare confusione fra la “libertà di movimento o spostamento dei popoli” e il “diritto all’invasione” figlio dell’abbattimento di ogni forma di legittima autodeterminazione da parte di una Nazione sovrana che assisterebbe inerme allo stravolgimento del proprio stato sociale. Sotto tale aspetto, difatti,vi è da dire che questo Global Compact for Migration (GCM) è una potenziale bomba ad orologeria per la civiltà europea, in relazione alla palingenesi dei valori di fondo dei singoli Stati dell’ Unione. Diversamente da quanto sostengono gli ideatori di questo “patto”, gli effetti di un’immigrazione sregolata sarebbero inevitabili, genererebbero un’importazione continua di flussi composti da culture incompatibili con le democrazie europee. Tali defezioni comporterebbero uno scontro sociale di vasta portata perché la cultura europea (per quanto tollerante ed aperta) è destinata, per via naturale, a percepire e non accettare il sopraggiungere di un ’”invasione totalitaria” ( sotto l’aspetto culturale, sociale, economico). La difesa della nostra civiltà millenaria da questo nuovo “cavallo di Troia” è, pertanto, imminente. Non si tratta di umanitarismo tantomeno di intolleranza, ma necessaria ragionevolezza atta ad evitare abbattimenti di sostanziali equilibri geopolitici e le rivolte in Francia contro una scellerata politica da parte di Macron, sono l’esemplificazione più chiara del tutto.

Domenico Romeo