Tosi, la Calabria e Cesare Lombroso

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Come non nutrire dubbi sul desiderio di ‘ricostruire al Sud’ da parte di questa parte politica, quando qualche loro rappresentante stringeva accordi con la’ndrangheta (come da inchieste della Magistratura), riferendo, però, pubblicamente ai loro elettori che la mafia era una prerogativa ed esclusiva solo del Sud Italia ? 
La verità, vale a dire ciò che sfugge a Tosi ed ai suoi colleghi di giubba, è che chi rimane nella terra di Calabria, combatte due volte: in primis per fare crescere se stesso/a ed in secondo luogo per strappare il territorio al malaffare criminale. Troppo facile, troppo comodo crescere all’ombra del progresso industriale e criticare senza conoscere la vera storia di questa nazione, fermo restando che il fenomeno mafioso resta, a tutti gli effetti, un fenomeno ormai globalizzato su scala internazionale.
A proposito di nazione, come non nutrire dubbi sul desiderio di ‘costruire insieme’ con quella parte politica che ha fatto della secessione una ragione di vita, dileggiando il tricolore nelle pubbliche piazze durante le manifestazioni di partito, offrendo uno spettacolo continuo di vilipendio alla bandiera ed insulti al popolo meridionale ? ( esponenti di partito risultano condannati per tale reato di vilipendio al tricolore).
Come può rendersi credibile il primo rappresentante cittadino di una città che conia il suo slogan, ‘ maledetti  e sporchi teroni’ ogni qualvolta una squadra meridionale entra nel terreno di gioco del Bentedodi ?
Ma il nodo gordiano della vicenda Tosi-Lega-Calabria si  concretizza assumendo il titolo di una canzone di Ligabue: il meglio deve ancora venire.
Nel senso che, come può essere credibile il Sindaco di una città che espone quale orgoglio culturale ai turisti, la statua di Cesare Lombroso, assassino mercenario inviato al Sud durante l’applicazione della Legge Pica come Ufficiale medico, per mozzare e sequestrare teste di meridionali e ricavarne esami eugenetici per stabilire l’aberrante e fallita tesi della tendenza al crimine per via naturale da parte dei meridionali, delinquenti per natura ? Sig. Sindaco, non si disturbi la prossima volta a prendere l’aereo, ma noi preferiamo collegare la splendida e civile Verona, all’immagine di Romeo e Giulietta: il messaggio di amore universale (seppur scecspiriana), si ritiene più adatto ai messaggi pseudoscientifici forniti da un sedicente inventore dell’antropologia criminale, che, al soldo paga dei Savoia del tempo, è stato il fondatore ideologico del nazismo, propagando tesi criminali prive di fondamento scientifico, rallentando i percorsi di crescita non solo di questa nazione (intesa come unione spirituale e sociale di uomini) ed alterando, altresì, i percorsi di crescita della criminologia in generale.
Prenda esempio dal Consiglio Comunale della città di Torino che, riconoscendo l’infondatezza di tali studi, ha votato favorevolmente alla restituzione dei resti umani custoditi illegalmente all’ interno del Museo criminologico Lombroso, perché oggetto di orribile esposizione feticciale, non esortazione scientifica.
Sig. Sindaco, ci scusi, lei autorizzerebbe nella sua splendida città (e guardi che nessuna utilizza questo termine per fare ironia, che Verona sia splendida è un dato acclarato), la costruzione di una statua al Dott. Mengele ? Bene Sig. Sindaco, è la medesima cosa.
A tal proposito, il Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso, in un recente passato, ha inviato cinque richieste di apertura al dialogo, di colloquio e confronto socio-scientifico, per definire i messaggi prodotti dal medico veronese: duole dire che sia il Sindaco Tosi sia l’intera giunta che l’ Assessorato alla cultura, non hanno intesto intavolare un’argomentazione legata a tali processi culturali, non rispondendo a nessun invito.
Quella statua, esposta in forma trionfale, ci pare di troppo, anzi, senza offesa, appare una vergogna.
Sig. Sindaco, con tutto il rispetto per la funzione che ricopre e con tutto il rispetto che si possa nutrire per la sua persona: alla luce di queste defezioni, che ad avviso di molti appaiono gravi, è impossibile stare al suo fianco. 
Sig. Sindaco Flavio Tosi , con tutto il dovuto rispetto per lei, la prossima volta che scende giù, è bene fare prima chiarezza su quanto illustrato in queste quattro righe, perché da queste parti, le assicuriamo che c’e’ gente capace di ragionare con la propria testa e non vi è numero passivo di utenti da sfruttare in sede elettorale.
Sig. Sindaco, cortesemente, ci faccia il piacere.
Sempre con rispetto parlando. Domenico Romeo