Volo Cancellato? 3° Megalotto: Governo del cambiamento, o del mantenimento?

Nicola Morra, Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto (M5S), in una nota congiunta hanno lanciato un monito sulle possibili infiltrazioni mafiose nella realizzazione del 3° Megalotto Sibari Roseto.

Come mai, si chiedono stupiti, si è dato così poco risalto all’uccisione a pistolettate di un presunto boss locale definito “Ministro dei Lavori Pubblici” dell’Alto Jonio? Vicenda oscura che ipotizzano legata proprio al 3° Megalotto.

Tutto qui? Queste le mosse del cambiamento? E vi siete impegnati in tre per elaborare questo rivoluzionario pensiero operativo: sollecitare tutti a denunciare eventuali infiltrazioni che, a vostro dire, tra l’altro, sono già in atto?

Pensavo, io, sciocchino, che “cambiamento” non si riferisse a semplicemente riscaldare la solita ciofeca, prima fredda e stantia, in un più attuale forno a microonde. Immaginavo, ingenuo, che si potesse cucinare una nuova pietanza più appetitosa.

Da quel sempliciotto che sono, credevo che si sarebbe andati a verificare il perché tale progetto abbia un costo stratosferico (Davigo ce ne chiede ancora, perplesso, il motivo). O perché, pur essendoci un’alternativa meno costosa e devastante, si sia scelto testardamente questo.

E, sempre da noto credulone, avevo ipotizzato che se ne valutasse meglio anche la qualità ambientale (nel suo scarrozzare allegramente tra pianori marini e fiumare incontaminate ed affascinanti).

Da architetto e piccolo dilettante studioso di storia ed archeologia (ho solo ricostruito il progetto urbanistico di Claudio per il porto di Roma, svelato la posizione della Lucetia preromana ed il progetto urbanistico alla base dell’attuale Parigi, nonché quello di Londinium, ed altre bazzecole), avendo indicato il luogo di giacitura della Sybaris arcaica, evidenziando, ullallà, che il progetto del 3° Megalotto ci passerebbe proprio sopra, supponevo, cretinetto, che, col minacciato cambiamento, si sarebbero subito ordinate indagini geomagnetiche sul sito, onde scongiurare un possibile scempio storico di dimensioni planetarie (Sybaris è alla base della civiltà occidentale).

E invece, come quando Valvert rivolge al Cyranò l’insipido insulto sul suo naso: “Voi…Voi avete un naso…Ecco…Un naso…Molto grande! Ecco!”, mi viene da rispondere come lui: “Sì. Tutto qui?

Tutto qui?! Eh no! È un po’ poco, ragazzi (e ragazze) miei! Ce n’erano di cose da dire e da fare sul 3° Megalotto, diamine! E di toni da sfoggiare! Per esempio, vediamo:

Aggressivi: “Noi, a chi ha progettato una tale schifezza, consiglieremmo di tagliarsi la mano!”

Amichevoli: “Certo che quando decidete de magnà non vi fate mancare niente!”

Descrittivi: “Ah, e perché non lanciare anche delle bombe al Napalm su tutto il circondario?”

Curiosi: “Ah, con questi sei tratti di strade sullo stesso stretto territorio volevate forse simboleggiare il manico e le corde di una chitarra classica?”.

Ammirati: “Uuh, ma che scempio esemplare! Perché non prevedete anche una deviazione distruttiva su Pompei?”.

Oppure, facendo il verso alla tragedia greca, piangendo: «Ecco il progetto che distruggerà l’armonia di questi luoghi! Guardatelo, il traditore! Infame! Non ne arrossisce di vergogna!».

Ecco quante cose, miei cari, avreste potuto dire per significare un cambiamento. Diversamente, la lingua italiana è chiara in proposito, si chiama: mantenimento.

Chiudo evidenziando che quando scoppia una bomba (metaforica), sono quelli che ci stanno seduti sopra a saltare in aria, anche se sono stati altri ad averla piazzata (esempio concreto: Stadio di Roma).

Maurizio Silenzi Viselli