Volo Cancellato? “Calabria Alto Jonio: finalmente l’anarchia applicata”

Mai, Pierre-Joseph Proudhon, affiancato da Thomas More e Rousseau (non quello della piattaforma), avrebbero immaginato che il loro ideale utopico “L’Anarchie, c’est l’ordre sans le pouvoir” (L’Anarchia è l’ordine senza il potere), si sarebbe materializzato per la prima volta in Calabria.
Il suo Governatore ristretto ai domiciliari, e, nell’Alto Jonio, nessun rappresentante alla Provincia; non solo, ma i suoi sindaci, emuli de “L’uomo invisibile” (romanzo di fantascienza del 1881 di H.G.Wells), hanno reso possibile anche quella stralunata visione considerata inattuabile.
Tutto l’universo mondo del pensiero filosofico e politico, è concentrato sull’osservazione di questo laboratorio applicativo.
L’ideale di un mondo libertario in cui regnasse l’autonomia e la libertà degli uomini (per le donne occorrerà aspettare un altro po’) ha trovato nell’Alto Jonio, finalmente, la sua sinistra (sic) sintesi concreta.
I primi ad approfittare di questa caduta delle regole saranno, naturalmente, gli aderenti alla ‘Ndrangheta, che hanno subito approntato la loro partecipazione diretta al famoso 3° Megalotto: basta con i continui rinvii, esso sarà interamente approvato, e, le relative somme, non dovranno essere spartite con nessuno (solo qualche cassetta di arance al domicilio coatto di turno), esse saranno semplicemente incamerate dal noto sodalizio.
Ma, per la felicità anche dei contrari all’opera (compreso quell’architetto Silenzi Viselli che continua, invano, a lanciare allarmi sul progettato passaggio in scempio delle vestigia di Sybaris arcaica), essa non verrà realizzata, nemmeno nel loro suggerito raddoppio dell’esistente.
Il nulla operativo continuerà a regnare anarchicamente sovrano.
I porti resteranno i soliti specchi d’acqua utilizzabili solo dai picciriddi per gare di barchette di carta.
Le fertili piane continueranno a dare applicazione allo storico e documentato buon funzionamento del sistema schiavistico.
Il turismo continuerà ad essere rappresentato dai soliti emigrati che tornano a dare aria alle case avite, ed a farsi il bagnetto coi pupi in spiaggia.
E sagre, sempre della salciccia; e feste e processioni, sempre del patrono implorato; e costosi fuochi d’artificio cinesi; e raduni canterini di svociati artisti strapagati; e, tutto, sempre, manco a dirlo, solo nel magico mese d’agosto.
Lo stesso Proudhon, redivivo, resterebbe sbigottito da tanta pacchia (cit. Salvini) anarchica.
Per non parlare del Marchese de Sade: finalmente il trionfo applicativo del sadomasochismo.
L’Utopia di Thomas More? Una favoletta pé li regazzini dell’asilo.
La Rivoluzione Francese? Risibile in questo nuovo: Liberté, Inculetés en Fraternité.
Perfino Grillo, di fronte a questo incredibile quadro rivoluzionario, figura patetico con i suoi vaffanculo.

Maurizio Silenzi Viselli