Volo Cancellato? “Calabria in vendita a Trump”

Nella storia molte volte gli stati hanno ceduto territori ad altri stati, sia per guerre perdute, sia per ragioni economiche.
Basterà ricordare quando gli Stati Uniti acquistarono dalla Russia l’Alaska per 7, 2 milioni di dollari.
Oppure quando la Repubblica di Genova, gravata di debiti, cedette in pegno la Corsica a Luigi XV.
È cronaca di questi giorni l’offerta di Trump all’acquisto della Groenlandia.
Ora, visto il perdurare di una situazione debitoria italiana insostenibile, e la propensione di Trump allo shopping territoriale, perché non vendergli la Calabria? Sarebbe un vantaggio, sia per l’Italia, sia per la Calabria.
Naturalmente l’annessione vedrebbe lo scontento delle tribù federative native del territorio, le quali mal sopporterebbero l’atteggiamento antischiavista degli Yankee. Esse vedrebbero messa in pericolo un’economia basata sulla raccolta dei pomidoretti ed altro da parte dei neri ferocemente rastrellati in questi ultimi anni dal Pd.
Ma sarebbe altrettanto ovvia la loro sconfitta in una guerra di secessione contro le forze soverchianti degli Stati Uniti d’America.
I vari folcloristici Oliverio Cornuti Seduti sarebbero ristretti in riserve dove potrebbero continuare i loro riti tribali: eccellenza della pizza coi peperoni, sagre della melanzana, convegni di aria fritta, beote notti bianche a “magnà e beve” illuminate dai fuochi d’artificio cinesi.
La ‘Ndrangheta, impossibilitata a sostituire l’inglese al loro idioma caratteristico, tipo “Ungfgh efrdth uncazz de piez e merd”, si estinguerebbe.
Una nuova età dell’oro e del dollaro rilancerebbe la regione come 51° stato dell’unione.
Vantaggi anche per Trump, il quale, potendo contare, oggi, su una striminzita storia di soltanto un paio di secoli, si troverebbe a poter fare riferimento e vanto ad un’altra di oltre duemilasettecento anni.
Si invertirebbe anche il percorso di fuga delle eccellenze dalla Calabria al Nord, e per arginare l’afflusso di clandestini dalla Lombardia, dalla Francia e dalla Germania, occorrerebbe costruire un muro di protezione al confine del nuovo stato.
L’Italia, finalmente sanata nel suo debito pubblico, potrebbe anche compensare la perdita territoriale, riscattando la pidocchiosa cessione in pegno della Corsica alla Francia.
Good Morning American Calabria!

Maurizio Silenzi Viselli