Volo Cancellato? “Chi se ne frega News”

Al tormento delle notizie false, che, detto in inglese “Fake News” risulta più attuale, si accompagna quello, più lancinante, delle “Chi se ne frega News“(in inglese: Who cares News). Propinate a tutta caldara dal servizio pubblico della Rai.

Signore sdolcinate, su Rai News 24 CCISS “viaggiare informati” (di ciò che già sapete), vi mostrano in diretta la vostra auto, con voi dentro invisibili, bloccata nell’ingorgo della circonvallazione di turno. Informazione da voi, non soltanto conosciuta, e subìta, ma anche poco appagante, visto che in quel momento non siete in grado di vedervi in Tv e salutare vostra suocera (che, indifferente all’evento, sta del resto godendosi una Soap Opera).

Sempre in diretta potreste vedervi, se un giorno restaste bloccati e congelati dalla neve nella vostra auto, solo nel caso disponeste di uno schermo televisivo a bordo; oppure potreste essere informati del vostro vissuto disagio, sempre in tempo reale, telefonando all’apposito numero verde.

Le 24 ore citate nella testata si riferiscono anche all’attenzione da “Grande Fratello” dedicata al Santo Padre: il quale scampa alla divulgazione di ogni suo atto, inciampo od esternazione, solo nell’intimità della sua toilette.

“State boni!”, “Nun v’ammazzate!”, “Fate la pace!”: tutte queste decisive frasi del Pontefice, per l’affermazione di un mondo migliore, vengono sparse nell’etere nel momento stesso in cui vengono pronunciate, nell’ovvia, Urbi et Orbi, indifferenza generale (lontani i tempi dei mangiapreti di sinistra).

Con la stessa appassionata dedizione all’irrilevante, la Rai ci propina anche il pensiero e la valutazione, su ogni e qualsiasi accadimento planetario, espresso a pappagallo, di parte, dalla pletora di politici nostrani, inquadrati su sfondi di variabile scenografia: biblioteche mai consultate (copertine incollate dal falegname di fiducia), o frondosi arbusti del giardinetto di casa (del vicino, sempre più verdi).

L’uscita in libreria dell’ultima fatica letteraria dell’ignorante di turno, viene propalata, a mò di marchetta mascherata, intervistando il soggetto in una delle tante trasmissioni di approfondimento (sic) sui fatti salienti occorsi sul pianeta terra. E sui quali lo sventurato esprime le stesse maleodoranti considerazioni che avrete sicuramente ascoltato la mattina stessa dal vostro pizzicagnolo.

Esiste insomma un grande, e costoso, meccanismo di divulgazione sui pareri di un esercito di fannulloni, ignari di qualsiasi forma di pensiero autonomo che, pur non votando, per non esporsi ad evidenziare una loro qualsiasi, e pericolosa, forma di appartenenza, attende gli eventi per conformarsi ad essi, e spiegarli, a posteriori, come se fossero stati loro stessi a determinarli.

Sono gli stessi, ignari del passato e del presente, che vagheggiano anche profeticamente i complessi sviluppi futuri, snocciolando le loro panzane con spudorato sussiego, sempre su premurosa domanda dell’intervistatore Rai di turno.

Vite tormentate che, opportunamente microfonate, ci rendono partecipi del loro profondo strazio d’incessante ricerca filosofica ed intellettuale: basterebbe osservare lo stato pietosamente logoro e sanguinolento delle loro lingue, per capire quanto, e dolorosamente, hanno dovuto sopportare da una vita di studio.

Di tutta questa impegnata ed inetta umanità, la Rai, nella sua doverosa e meritoria azione di servizio pubblico, ce ne offre uno spaccato inutilmente esauriente. E ce lo addebita nella bolletta della luce. Grazie.

Maurizio Silenzi Viselli