Volo Cancellato? “Da Partito Comunista ad Antipopolare?”

L’Italia uscita dalla guerra impoverita ed ostile al fascismo, suggerì al Partito Comunista d’intraprendere la conquista del potere, non già per via rivoluzionaria, come poteva suggerire l’attentato a Togliatti, ma per quella democratica.
Alla base della scelta politica c’era la convinzione che il maggior numero di operai, di contadini, di “poveri”, rispetto ai “benestanti”, gli avrebbe consentito di accedere al governo con il voto democratico.
Il più largo benessere prodotto dal “miracolo economico”, gestito dalla Democrazia Cristiana (per l’allora larga componente religiosa), impedì l’affermazione dell’idea.
Il fenomeno del terrorismo, che cercò di invertire la tendenza, proponendo una via rivoluzionaria armata, produsse un’ulteriore diminuzione di consenso (sono compagni che sbagliano, diceva qualcuno).
Il distacco dall’ideologia proposta “praticamente” dall’Unione Sovietica, non sostituita da un’idea chiara di socialismo, lasciata proporre al Partito Socialista, continuò a mantenere insufficiente il consenso elettorale.
Il graduale logoramento corruttivo di alcuni elementi della Democrazia Cristiana, invece di portare all’affermazione di un “compromesso storico”, provocò la frana del sistema globale con l’esplosione di “mani pulite”.
Nel vuoto politico generatosi s’inserì la formazione di Forza Italia, identificata come un’idea, contraria al “pericoloso” comunismo, liberista ed onesta.
Il Partito Comunista, diventato Democratico, sviluppò un’opposizione tendente a dimostrare gli esistenti problemi del sostituto, simili al sostituito.
Nei fatti però, l’accesso al potere, prima amministrativo locale, e poi nazionale, del Partito Democratico, dimostrò la sua quasi analogia con il sistema criticato.
In questo marasma bastò che Grillo, in piazza, proponesse di mandarli tutti affanculo, per scatenare un crescente consenso sul movimento nato da questa protesta.
Il Partito Democratico pensò anche di colmare il graduale calo di consensi sostituendo la sua base elettorale, in fuga, con “poveri” immigrati.
Gli effetti disastrosi di tale politica, ed altre scelte antipopolari, hanno finito per far aumentare a dismisura anche il consenso, sia a favore di chi si opponeva con decisione alla prima, sia di chi proponeva integrità ed attenzione ai poveri: fino a portarli al governo del Paese.
Può essere che un partito, si chiedono in molti, in origine addirittura comunista, sia diventato, nei fatti, antipopolare?
Ed insiste con l’idea di un’immigrazione sostenuta ormai solo con la Boldrini.
Non ci vorrebbe molto a capire che un partito che bloccasse l’assurdità dell’inutile e dannosa immigrazione, le Grandi Opere inutili dannose e corrotte, la crescita della povertà, la tassazione abnorme e pervasiva, e favorisse invece la ricerca, il merito, la valorizzazione del nostro patrimonio culturale ed ambientale, una burocrazia semplice ed efficace e la sicurezza, s’imporrebbe nei consensi elettorali. Così difficile? Pare proprio di sì. E sarebbe un partito di destra o di sinistra? Diciamo di scomparso Buon Senso.

Maurizio Silenzi Viselli