Volo Cancellato? “Divano demonio?”

La piccata obiezione di qualsiasi fannullone politico ad un qualche reddito di cittadinanza è sempre la stessa: “Non si può pagare qualcuno per stare sdraiato sul divano”.
Come se lavorare fosse un pregio morale e non farlo fosse un peccato.
Forse quei sacerdoti del buon pensiero si sono dimenticati che nella Bibbia il buon Dio scandisce una maledizione alla disobbedienza dei primi due umani.
Prima decide di scacciarli dal Paradiso Terrestre, dove, è noto, ciondolavano senza far nulla, poi li condanna, l’una a partorire con dolore, e l’altro a soffrire e sudare col lavoro.
Questo “Peccato Originale”, dimenticano anche, fu poi cancellato dalla discesa in terra come umano di suo figlio Gesù.
Quindi, in qualche modo, ci si può sentire autorizzati a, volendo, non fare un cazzo, come avveniva nel Paradiso Terrestre.
Oggi più che mai, visto che versando una moneta virtuale allo sdraiato sul divano, la si ci vede restituita completamente in quello che lo sfaccendato dovrà necessariamente consumare per la sua sopravvivenza.
Mi ricordo, anni addietro, che parlando con un politico inquisito di corruzione, mi disse: “Ma che vogliono questi? I soldi che mi hanno versato io li ho rimessi in circolo acquistando case e cose: di fatto incrementando l’economia.”.
Diciamo pure che, essendo l’eventuale reddito di cittadinanza piuttosto esiguo, la grande maggioranza degli umani cercherebbe d’incrementarlo lavorando. Gli sdraiati sul divano sarebbero, chiaramente, un’esigua minoranza.
Naturalmente sto parlando di un vero reddito di cittadinanza incondizionato; non di un farraginoso sussidio condizionato ad una serie di obblighi vessatori che lo trasformano in un umiliante reddito di sudditanza.
Diciamo che, a mio avviso, quello di non lavorare dovrebbe essere inserito dall’ONU (se decidesse di fare qualcosa di positivo) nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Mi allargo. Non lavorare non significa necessariamente fare nulla. Leggere, ricercare e pensare sono attività che, pur non remunerate, appartengono da sempre alla crescita dell’umanità.
Ancora. La liberazione da un eventuale bisogno di sopravvivenza, eviterebbe il “necessario” ricorso alla delinquenza di alcuni disperati, con notevole sgravio economico e sociale alla comunità umana.
Si tratterebbe di cogliere una complessità di pensiero purtroppo aliena ad una classe politica protesa ad imbastire interessi personali di altra natura.

Maurizio Silenzi Viselli