Volo Cancellato? “Italia occupata dai fascisti”

Ai numerosi allarmi lanciati invano dalla sinistra (sic) sono seguiti i fatti: l’Italia è stata occupata dai fascisti.
A farne le spese, come al solito, sono stati per primi i più deboli: gli immigrati.
Ho intervistato un immigrato di fede musulmana, sostenitore dell’Isis, che mi ha detto come per lui sia impossibile ormai, qui da noi, sgozzare gli infedeli. Non solo, ha proseguito, ma nemmeno poter convolare a giuste nozze con una decina di donne imbacuccate o, più semplicemente, decapitare gli omosessuali. “Si tratta di una chiara soppressione dei delitti umani”. Ha concluso con un chiaro e comprensibile lapsus di lingua.
Anche le Ferrovie dello Stato, da sempre covo di facinorosi fascisti, hanno regolamentato le corse dei treni che, in buon numero, tra le vivaci proteste dei democratici, sembrerebbero arrivare e partire in orario.
Anche l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), tramite il suo arzillo portavoce novantacinquenne, ha innalzato un grido di dolore: “Non ci permettono più di tirare fucilate a pallettoni ai Tedeschi, che a frotte vengono ad occupare il Foro Romano o ad annidarsi nel Colosseo”.
L’Associazione “Ladri in Casa”, emanazione minore della più professionale casamadre “Ladri Politici”, ha evidenziato come venga continuamente intralciata (anche con volgari minacce) la normale e benemerita attività redistributiva dei beni, fino ad oggi espletata in tutta tranquillità dai suoi associati.
Vibrate proteste anche sullo scacchiere internazionale. I trafficanti libici di schiavi neri si dicono esterrefatti dai limiti alla libera navigazione, perpetrati ai danni dei loro gommoni sgonfi.
Alle democratiche lagnanze dei trafficanti, si sono unite, come in un sol coro, le rimostranze dei mafiosi coltivatori di pommidoretti: “Qui, visto che gl’Italiani, sfaticati, non vogliono farli certi lavori, pur ben pagati a cinquanta centesimi l’ora, avevamo supportato un corridoio umanitario in grado di rispondere anche al desiderio di una vita migliore espresso da quei disgraziati Nigeriani; sia impiegandoli a rosolarsi nella raccolta sotto il nostro bel sole, sia suggerendo, a quelli di loro più preparati a menar le mani, come gestire la prostituzione e lo spaccio. Ora, co’ ‘sti fascisti al comando, siamo rimasti a secco degli uni e degli altri: un disastro imprenditoriale nazionale!”.
Anche le redazioni dei telegiornali di sinistra (sic), non più impegnate a teletrasmettere lo sbarco dei clandestini e dei relativi soccorsi con acqua, panini con porchetta (così non li mangiano e si possono riproporre ai prossimi, intascando però sempre il corrispettivo), numeretto e ciocie nuove di zecca, denunciano di dover riempire il vuoto di cronaca con le soporifere e sconclusionate dichiarazioni di Zingaretti, o, peggio, con gl’imbarazzanti, se non inquietanti, baciapiedi ai musulmani di Bergoglio.
In questo quadro disastroso, devo anche segnalare uno spiraglio di “resistenza” ancora attivo, sia nella capitale, dove le nuove brigate partigiane, eseguendo “La Farsa su Roma”, danno fuoco ai bus o buttano chiavi inglesi negli ingranaggi delle scale mobili della metropolitana, sia nella stampa “libera”, che rinfaccia, quotidianamente, a ‘sti sozzoni, l’incombente disastro economico che sarà prodotto dal debito pubblico, astutamente gonfiato dai previdenti governi democratici, proprio per affossare eventuali future derive autoritarie e fasciste.
Auguriamoci che un nuovo 25 aprile del fallimento della Nazione, ci liberi, come quello passato, da questi mascalzoni.

Maurizio Silenzi Viselli