Volo Cancellato? Maurizio scende (sic) in politica

Dopo tante battaglie civili che sarebbe troppo lungo elencare, avrei deciso di scendere (verbo appropriato) in politica.
Essendo un pragmatico ho pensato di farlo con il massimo ed efficace metodo: prendere il meglio del meglio da chi ha avuto nel campo più alti consensi.
La voglio prendere larga: chi è il più popolare tra gli imperatori romani? Nerone. E cosa ha fatto? Ha incendiato Roma. Bene, non dico che darò veramente fuoco alla città eterna, ma nel programma elettorale prometterò di farlo.
Poi, essendo architetto (oltre al vasto resto), allegherò un progetto urbanistico per una nuova, più bella e splendente che pria, urbe.
Una metropoli, per dirne una, senza buche nell’asfalto. E senza rifiuti da smaltire.
Come dite? Vada per l’assenza di buche, ma dove ficcherei i rifiuti? Ma nelle attuali ed odiate buche, che, pare, a fidarsi delle attuali opposizioni al Campidoglio, siano più che sufficienti a contenerli tutti.
Naturalmente, da quel gran democratico che sono, lascerò alle opposizioni la possibilità di spazzolare liberamente su altri buchi: neri (senza riferimento al loro, poco profumato e posto in fondo alla schiena), di bilancio (e di memoria), nell’ozono e di ciambelle e caramelle.
Mi cimenterei anche a promettere di risolvere uno dei problemi attualmente più sentiti: dove far approdare tutti i migranti imbarcati su navi di ogni nazionalità, attualmente costretti a restare lì, nel periglioso mare, senza poter fare, come hanno sempre fatto, un bel niente.
Allora, bando a magliettine rosse o striscioni (pagate/i da chi?). Come sapeva bene l’amico Giulio Andreotti, quando preparava la sua tesi sulla Marineria Pontificia (e fu cooptato da Alcide De Gasperi), la chiesa fino a qualche secolo fa disponeva di un porto a Fiumicino, quello esagonale ancora visibile (detto di Traiano ma in realtà di Claudio; come ho esaustivamente dimostrato nel mio “Il Porto di Roma” edito da Newton & Compton Editori).
E allora, bando alle ciance domenicali in piazza San Pietro sull’accoglienza Urbi et Orbi, riapriamo (mia promessa elettorale) il collegamento al mare con il bacino esagonale, e dirottiamo tutti i natanti in attesa sulle sue capaci banchine. Poi, come allora, con chiatte via Tevere, li facciamo accomodare nei giardini vaticani (attualmente deserti).
Aggiungo, da vero perfezionista elettorale, che abbandonerei il vetusto Jus Soli, per un più efficace Jus Mari, cioè, per dirla tutta, chiunque si trovasse imbarcato al largo nel Mediterraneo, si troverebbe di fatto ad essere cittadino della Città del Vaticano. Con tutti i vantaggi inerenti (lo dico ad informazione dei migranti che pensassero, ingenui, ad una migliore collocazione in Germania): sigarette e benzina a pochi euro, supermercati dedicati, con ogni ben di Dio (sic), senza tasse aggiunte e, scusate se è poco, il Paradiso garantito (di qui e di là).

Maurizio Silenzi Viselli