Volo Cancellato? Maurizio Silenzi Viselli. Rappezza news. Scoperto il centro dell’Universo: il geometra Papasso. Er Cavaliere Nero.

Il sindaco di Cassano non ci sta: “Hanno utilizzato lo Stato per cacciarmi”.
“Complotto”. “Pur di eliminarmi – aggiunge Papasso – hanno fatto in modo di far sciogliere il Consiglio comunale per mafia.
“… Siamo stati vittima dei delinquenti e di quelli che non vogliono il progresso della città. …”. “…Ci difenderemo fino alla morte!”
Zoom24.it
LO STATO, CIOÈ TUTTA LA REPUBBLICA D’ITALIA, SI È MOSSA PER CACCIARE IL GEOMETRA GIOVANNI PAPASSO DAL COMUNE DI CASSANO.
VIENE CONFERMATO IL DETTO POPOLARE CHE ANCHE LE PULCI HANNO LA TOSSE.
L’ANALISI LOGICA DEL PENSIERO (SIC) DEL GEOMETRA S’INGARBUGLIA NEL DARE DEL DELINQUENTE A TUTTI, MENO CHE A QUELLI INFILTRATI SOTTO IL SUO NASINO (ALL’ORIGINE DEL COMMISSARIAMENTO).
TREMA LA REPUBBLICA TUTTA, NELL’UDIRE LA MINACCIA FINALE DI MORTE!
DEL RESTO, IL PROFESSORE EMERITO DI STORIA ECONOMICA ALL’UNIVERSITÀ DI BERKELEY,CARLO M. CIPOLLA, NEL SUO SAGGIO “LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITÀ UMANA”, OSSERVAVA, TRA L’ALTRO, CHE LE PERSONE INTELLIGENTI SANNO DI ESSERLO, COSÌ COME ANCHE I BANDITI E GLI SFORTUNATI, MA GLI SCIOCCHI NON SANNO DI ESSERLO, PER QUESTO SONO MOLTO PERICOLOSI.

Notizia di vita.
Fin dai sei anni avvertivo papino dei falsi amici. Poi crescendo, ho affinato la mia capacità polemica nei confronti dei mascalzoni. All’università mi scontravo con un’intera Aula Magna di contestatori che pretendevano il diciotto politico agli ignorantoni. Mentre io dicevo che bisognava rendere il corso di studi più difficile e specializzato, ma gratuito ai meritevoli, anche se poveri. Altre battaglie in seguito mi hanno permesso di diventare un professionista della polemica. Ed oggi, dei pidocchiosi dilettanti, si permettono di fare polemica con me.
Raccontino del Cavaliere Nero.
Er Cavaliere Bianco sfida er Cavaliere Nero. Er Cavaliere Nero ammazza il Cavaliere Bianco.
Er Cavaliere Bianco c’aveva tre figli che sfidano il Cavaliere Nero, che l’ammazza tutti e tre.
I tre figli avevano ognuno tre figli, e tutti e nove sfidano er Cavaliere Nero, che l’ammazza tutti e nove.
I nove figli c’avevano tutti tre figli ognuno, e tutti e ventisette sfidano er Cavaliere Nero, che l’ammazza tutti e ventisette.
Morale del raccontino: Nun rompere er cazzo ar Cavaliere Nero.

ECCO ALCUNE DELLE NUMEROSE INTERROGAZIONI PRESENTATE DA VARI PARLAMENTARI SU QUESTIONI AVANZATE DA ME.

Al Ministro dei beni culturali e ambientali — Per sapere — premesso che: nella capitale nella zona del Colle Oppio è stato scoperto un affresco in cui veniva raffigurata l’antica città di Portus, come evidenziato dagli studi e pubblicazioni dell’arch. Maurizio Silenzi, situata nella attuale zona della portuense destinata dalla modifica del piano regolatore ad essere cementificata selvaggiamente; la zona viene anche ricordata, per il presumibile sbarco a Roma dei due primi pellegrini cristiani, i SS Pietro e Paolo, e Atti Parlamentari – Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 MAGGIO 1998 per il luogo dove vennero scaricate tutte le pietre necessarie all’edificazione della Basilica di S. Pietro; l’antica città di Portus è importante, perché da questa partì il messaggio di evangelizzazione mondiale; se non saranno effettuate al più presto modifiche alla variante del piano regolatore ci troveremo di fronte al più grande scempio storico e spirituale della storia — : quali provvedimenti concreti siano allo studio per salvaguardare la zona della portuense dove sorgeva l’antica città di Portus; se, in prossimità del giubileo, siano previste importanti opere di valorizzazione della zona e in caso di risposta positiva in che cosa consistano. (4-17503).

– Ai Ministri di grazia e giustizia e dei beni culturali e ambientali — Per sapere — premesso che: l’associazione culturale San Michele ha presentato, a firma del suo Presidente arch. Maurizio Silenzi, un esposto denuncia alla magistratura sullo scempio che sta avvenendo nella zona della via Portuense a Roma in cui c’è il rischio che numerosi reperti di immenso valore storico della antica Roma vengano distrutti se risulti se la magistratura abbia attivato inchieste sull’esposto presentato dall’associazione culturale San Michele e in quale stato siano.

– Al Ministro dei beni culturali e ambientali — Per sapere – premesso che: il prossimo Giubileo rappresenta per Roma un’importante prova, e la porrà alla ribalta internazionale per numerosi anni; gli amministratori cittadini sono chiamati ad un duro esame per valorizzare le opere e i monumenti capitolini; nella zona della Portuense sono stati trovati, grazie agli studi dell’arch. Maurizio Silenzi, importanti reperti dell’epoca monarchica di Roma; il valore di detti reperti è inestimabile, in quanto dell’epoca ce ne sono pochissimi – : se risponda al vero che nella zona sia prevista la costruzione di enormi palazzi da destinare a civile abitazione, tra l’altro proprio sulla linea di atterraggio e di decollo della pista n. 3 dell’aeroporto Leonardo da Vinci, e quali iniziative di competenza intenda assumere per la tutela del patrimonio archeologico ivi esistente.

Ai Ministri dei beni culturali ed ambientali e dei lavori pubblici Per sapere – premesso che: in occasione della costruzione dell’aeroporto Leonardo da Vinci, come evidenziato dai rilievi e studi dell’arch. Maurizio Silenzi, è venuto alla luce un tratto del molo destro del grande bacino esterno dell’antico porto di Roma e, nel contesto delle infrastrutture realizzate a servizio dell’aeroporto, si è proceduto alla demolizione di due tratti di mòlo per permettere il passaggio, in sopraffazione all’area archeologica, della via Francesco De Pinedo e della via dell’aeroporto di Fiumicino; sempre nell’ambito della realizzazione infrastrutturale dell’aeroporto, si è proceduto alla realizzazione del viadotto, con relativi piloni di cemento armato, di via dell’aeroporto di Fiumicino, in sopraffazione della zona archeologica dell’antica zona urbana, malgrado sondaggi e noti elementi culturali ne evidenziassero la presenza; nella realizzazione delle cosiddette idrovore di Traiano, sempre a servizio della struttura aeroportuale, veniva rile- Atti Parlamentari – 17221 – Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 MAGGIO 1998 vista la presenza, subito annegata nel cemento, delle colonne del presumibile tempio votivo ivi giacente; la stessa pista n. 1 dell’aeroporto Leonardo da Vinci veniva realizzata in sopraffazione della continuazione del molo destro dell’antico porto di Roma e dell’area archeologica; sempre nell’ambito della realizzazione delle successive strutture di servizio all’aeroporto, venivano localizzati, nell’ambito della stessa suddetta area archeologica del porto di Roma, enormi serbatoi ed altri e diversi impianti; nel contesto della via imperiale Portuense e più precisamente nella zona compresa tra l’autostrada Roma-Fiumicino, il Tevere, l’abitato di Ponte Galeria e l’antica città di Portus, contenente presumibili e certe importantissime vestigia archeologiche, si è proceduto, ed ancora si sta procedendo, prima da parte del comune di Roma, e poi, dopo la separazione amministrativa, congiuntamente e contemporaneamente da parte del comune di Roma e del comune di Fiumicino, ad autorizzare la progettazione per la realizzazione di diversi milioni di metri cubi di opere edilizie ed infrastrutturali, finalizzate a svariate destinazioni d’uso, con il presumibile consenso della soprintendenza archeologica -: se non intendano adottare misure urgenti e concrete al fine di evitare un ulteriore gravissimo scempio dell’area archeologica circostante l’aeroporto Leonardo da Vinci; se siano state valutate o meno con il contributo della soprintendenza soluzioni alternative per il recupero delle preesistenze dell’area in oggetto, da integrare con l’attuale contesto aeroportuale della zona, al fine di valorizzare un patrimonio archeologico minore anche in vista dell’imminente Giubileo del 2000 e delle possibili ricadute economiche sul territorio. (4-175

Al Ministro dei beni culturali e ambientali — Per sapere – premessa che: nella capitale, in Via Portuense, un saggio di scavo sembrerebbe confermare l’ipotesi del presidente dell’istituto culturale San Michele, architetto Maurizio Silenzi, circa la localizzazione, in riva destra e sinistra del Tevere, della ancora misteriosa Ostia monarchica di cui parla Tito Livio; l’antico storico romano infatti narra che il mitico quarto re di Roma, Anco Marcio, dopo aver tolto a Veio il controllo della riva destra del fiume Tevere, dopo aver conquistato Ficana, l’attuale Acilia, e dopo aver realizzato il ponte Sublicio ed altre opere, decise di fondare la colonia romana di Ostia alla foce del fiume Tevere; si tratta quindi di una Ostia antecedente e diversa da quella già in parte scavata e conosciuta, in quanto i suoi più antichi e profondi ritrovamenti risalgono fino al IV secolo avanti Cristo; l’ipotesi dell’architetto Silenzi colloca la Ostia arcaica più a monte di quella conosciuta circa all’altezza del km. 19 della Via Portuense; letture aereofotografiche della zona confermano la presenza di antichi tracciati vari e vestigia urbane, sia in riva sinistra che in riva destra del fiume; il saggio di scavo effettuato in quel punto, subito abbandonato ed insabbiato nel silenzio e, per giunta, essendo stato lasciato senza opportuni drenaggi, completamente sommerso dal- Atti Parlamentari – – Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 MAGGIO 1998 l’acqua, conferma l’ipotesi dell’architetto Silenzi; infatti un sopralluogo effettuato dallo studioso ha evidenziato la presenza diffusa di reperti consistenti in parti di vasi, vassoi, brocche e strutture murarie arcaiche con elementi marmorei; nella zona sarebbero disponibili a tutti centinaia di reperti; si tratta di un ecoarcheosistema sul quale sono in corso vaste devastazioni rappresentate dalla costruzione delle infrastrutture cittadine quali strade, piazzali, svincoli e fognature; sulla zona esistono enormi interessi edilizi, perché sta per essere approvato dalla regione Lazio la variante del Piano regolatore proposta dal comune di Fiumicino che vedrebbe la realizzazione di una edilizia polivalente per tremilioniottocentomila metri cubi proprio nel contesto del seggio di scavo e della antica via imperiale portuense; questi progetti vedono tra l’altro la realizzazione di un centro commerciale, il cosiddetto autoporto in un’area sulla quale il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha dovuto stendere una relazione per descrivere i reperti monumentali emersi in 44 saggi di scavo causali e frettolosi -: se non intenda accertare se il piano regolatore proposto dal comune di Fiumicino tiene conto della salvaguardia e della valorizzazione dei reperti e delle zone archeologiche suddette; quali provvedimenti concreti abbia preso per fermare la variante al piano regolatore; se l’autorità giudiziaria sia stata informata dei fatti e quali iniziative abbia quest’ultima intrapresa.

Al Ministro dei beni culturali e ambientali — Per sapere – premesso che: nella capitale, nella zona dei cosiddetti porti di Claudio e Traiano e nel contesto dell’antica via imperiale Portuense, come ampiamente descritto dagli studi dell’arch. Maurizio Silenzi, giacciono le vestigia della più importante area archeologica romana, già classificate dalFUnesco come patrimonio dell’umanità; la via imperiale Portuense collegava questa fondamentale realtà urbanistica di comunicazione culturale e commerciale con il centro di Roma; nella stessa zona della suddetta via, compresa tra l’autostrada RomaFiumicino, il Tevere, l’abitato di Ponte Galeria e l’antica città di Portus, potrebbero, con fondata ipotesi, giacere le vestigia della componente in riva destra della più arretrata Ostia di Anco Marzio e giacciono le note preesistenze dell’antico acquedotto oltre ad altri elementi archeologici di pregio; nella zona di contesto dell’ancora visibile bacino idrico esagonale, che costituiva il porto interno dell’antico porto di Roma, giacciono notoriamente i resti della componente urbana romana, poi denominata Portus, realizzata contestualmente all’impianto portuale; tale componente urbana di contesto all’antico impianto portuale era considerata parte integrante della città di Roma, come dimostra il fatto che l’imperatore Nerone progettò di inglobare la stessa nelle mura cittadine, e come dimostra il fatto che soltanto nel 330 d.C. l’imperatore Costantino la dichiarò autonoma civitas proprio in concomitanza con lo spostamento della capitale dell’impero dell’antica Bisanzio; questa amplissima area, a seguito dei rilievi e studi effettuati negli ultimi 500 anni, risulterebbe contenere edifici, templi ed opere d’arte di inestimabile valore storico e culturale, conservati sotto il fango del successivo impaludamento e parte dell’area di contesto al porto esagonale venne espropriata per pubblica utilità proprio in virtù delle vestigia archeologiche in essa contenute; Atti Parlamentari – 17224 – Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 MAGGIO 1998 come risulta dall’esame di foto aeree scattate fino al 1957 detta zona urbana di contesto al porto interno esagonale, denominata porto di Traiano, risultava priva di consistenti alberature e le essenze ad alto fusto sono da considerarsi, e sono considerate anche dalle Soprintendenze archeologiche, quali agenti distruttivi delle vestigia delle opere d’arte sottostanti, a causa del loro potente apparato radicolare; soltanto da circa sei anni tale suddetta area risulta divisa in due parti di diversa competenza amministrativa al seguito della costituzione del nuovo comune di Fiumicino. -: se corrisponda al vero che nella variante al piano regolatore proposta dal comune di Fiumicino sia contemplato l’esproprio per pubblica utilità dell’area; quali provvedimenti concreti intenda assumere il ministro in oggetto anche alla luce del precedente parere negativo da parte del Consiglio di Stato ad un precedente tentativo di esproprio per pubblica utilità dell’area contestuale del porto esagonale perché sia posto rimedio all’incredibile e negligente abbandono in cui versa parte dell’area già precedentemente espropriata e perché sia tutelata un’area di così rilevante interesse archeologico.