Volo Cancellato? “Via della Sera (ed altro)”

Patetici approcci dei rappresentanti di una nazione sul “viale del tramonto” al dragone cinese, per un dichiarato interscambio che vedrà soltanto accrescere l’invasione dei loro prodotti in gran parte copiati all’occidente.
Copiati e prodotti a basso costo da un sistema industriale che utilizza metodi privi di ogni regola o controllo.
Esilarante l’articolo del Memorandum per la creazione di una piattaforma di promozione dello stile di vita italiano in Cina, visto il persistente stretto mantenimento dello stile di vita cinese in ogni parte del pianeta in cui si sono installate le loro avanguardie.
Per non parlare di quello inerente l’agricoltura. Spediremo arance! Quelle stesse che non riusciamo a piazzare qui, saranno caricate in Sicilia, traghettate attraverso lo stretto di Messina, e, locche locche, raggiungeranno Trieste, per poi imboccare, già assurte al costo del caviale Beluga, la “via della sete” di aranciate cinese. Nel caso vengano spedite in aereo, il costo, parametrato ai diamanti grezzi, necessiterà di distribuzione nelle sfavillanti gioiellerie di Pechino.
Non solo arance eh, ma anche “seme bovino”! Nell’ambito della specialità politica “pippe ai tori”. Questa eccellenza nazionale imboccherà trionfalmente la “via della sega”.
I Cinesi, comodamente sistemati nel porto di Trieste, potranno sollazzarsi leggendo il mio “Il Porto di Roma”, in cui si narra di come venne progettata e realizzata da Claudio, duemila anni fa, la più grande, affascinante ed avveniristica (ancora oggi) opera pubblica nella storia dell’uomo.
Opera urbanistica che i nostri attuali campioni politici e culturali non sono riusciti, né a recuperare, né a salvaguardare, né a valorizzare.
Ma quella è “soltanto” una delle nostre vere unicità ed eccellenze, proprio quelle che il mondo c’invidia e che non potrà mai copiare.
Distaccata, la nazione, beotamente, percorre a scapicollo la “via della scesa”, del “chi se ne frega”, ed intravede, prossima, la “via della resa”.
Lo scrivente, impavido, viaggia, come al solito inutilmente, sulla “via dell’apologeta”.

Maurizio Silenzi Viselli