A Cosenza mancano 75 medici e l’Annunziata è in ginocchio. A Vibo le prenotazioni ad Urologia sono bloccate

ospedale-annunziata-cosenza

Insomma, per Marino «gli ospedali di Cosenza e provincia non garantiscono i Livelli essenziali di assistenza e mettono a repentaglio la sicurezza dei medici e dei cittadini». Quindi, il segretario della Cisl Medici sollecita i vertici di Azienda ospedaliera e sanitaria ad attivare i concorsi per dirigente medico.
Mentre i pazienti sono costretti a fare i conti con liste d’attesa troppo lunghe.
All’Annunziata di Cosenza ci vogliono fino a cinque-sei mesi per sottoporsi a una risonanza magnetica, a una tac o a un’ecocardiogramma.
Per fare una mammografia, invece, le prenotazioni sono differenziate tra donne in età fertile e donne in menopausa. Per queste ultime, l’accertamento è possibile da gennaio in poi; per le altre, la prenotazione si effettua tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo, «a seconda della disponibilità», precisano dall’Ufficio ticket. (Il quotidiano della Calabria – S.ne.)

VIBO – Le liste d’attesa troppo lunghe, soprattutto quando riguardano la sanità, sono state sempre oggetto di feroci critiche da parte degli utenti. E che dire, allora, quando non vieni messo nemmeno in lista d’attesa? Quando allo sportello ti viene detto, semplicemente, che quella visita non ti verrà fatta? E senza dirti nemmeno l’esatto motivo?
Sembra incredibile eppure è quello che è accaduto ieri, stando almeno al suo racconto, a C. P., 60 anni, pensionato, di Vibo: «Soffro da tempo di problemi urologici di una certa gravità – racconta dunque il pensionato – per cui periodicamente devo fare dei controlli. Ieri mi sono recato pertanto ai poliambulatorio della Rsa per prenotare la visita ma allo sportello mi sono sentito rispondere che non era possibile» .
Credendo di non aver capito bene, l’interessato ha allora chiesto quale fosse il primo giorno utile per la prenotazione ma l’addetto ha ribadito che non si trattava di lista d’attesa. Quella visita non si poteva prenotare né, allo stato, era in grado di dire quando la situazione si sarebbe sbloccata. «Quando ho chiesto il motivo mi è stato risposto che “forse di queste richieste ce ne sono troppe” e che l’ufficio aveva avuto disposizioni di non prenotare fino a nuovo ordine».
Insomma, commenta il paziente, nell’Asp di Vibo «il problema delle liste d’attesa per le visite urologiche l’hanno risolto: non le fanno più. Poi però ho saputo che ci sono alcuni urologi dell’Asp autorizzati all’ “INTRA MOENIA”. Basta andare da qualcuno di loro, pagare e la visita è possibile».
Il suo discorso si allarga ad un piano più generale: «Ho qualche amico fuori Vibo che mi visiterà, e gratis. Io dunque il mio problema lo risolverò ma mi chiedo, e chiedo ai vertici dell’Asp: quanta povera gente subisce in silenzio? Quanti sono costretti ad andare da un privato sborsando fior di quattrini? Perché bisogna avere dei santi in paradiso anche per poter fare una semplice visita medica?»  Il commissario Maria Bernardi, che chiarisce: «E’ vero, abbiamo bloccato le prenotazioni urologiche ma solo per qualche giorno per poter ripulire le liste d’attesa affollate da pazienti che spesso poi non si presentano » .