IN QUESTO OSPEDALE NON POSSONO ENTRARE!!! Chi? Lettera aperta di Nunzia Coppedè al Dr. Gerardo Mancuso direttore ASP CATANZARO

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Con la mia carrozzina ho fatto un bel giro tra i parcheggi affollati di macchine che non avevano in evidenza sul cruscotto il tesserino obbligatorio per le persone disabili. Ho riscontrato un caos totale, tante persone con disabilità, accompagnatori, familiari disperati mi hanno chiesto aiuto! e allora ho deciso di andare a chiedere chiarimenti all’ufficio Urp per le relazioni con il pubblico. Sono stata ricevuta dalla responsabile dell’ufficio in questione, la dottoressa Annamaria Bruni che mi ha accolto con gentilezza e piena disponibilità all’ascolto. Alla responsabile dell’Urp ho fatto presente le problematiche sollevate dai cittadini e riscontrate personalmente dalla sottoscritta. Annamaria Bruni, con interesse e attenzione, mi ha riferito che il problema è stato attenzionato già da tempo dai vertici dell’azienda sanitaria già in numerose occasioni.
Più volte si è fatto appello al senso di educazione civica che si dovrebbe nutrire in questi contesti per non calpestare i diritti dei più deboli, ma a quanto pare gli appelli sono caduti nel vuoto.
Si tratta proprio di una questione di civiltà, di tutela di soggetti svantaggiati che non devono essere costretti a fare i salti mortali, nel vero senso letterale del termine, per accedere nella struttura sanitaria e potersi quindi curare.
Annamaria Bruni mi ha assicurato che parlerà della mia visita ai dirigenti aziendali, illustrando le mie istanze che sono le richieste di tutte le persone con disabilità che, come me, quotidianamente sono costrette a imprese avventurose per muoversi fuori dalle mura domestiche, nell’intento di vivere una vita normale all’insegna dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva.
Chiedo al Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro Dr. Gerardo Mancuso una soluzione immediata che risolva l’annoso problema, poiché pur apprezzando la buona intenzione di affrontare il problema, occorre con urgenza una soluzione.
Intanto rivolgo l’appello anche a tutta la comunità, perché non si continui a negare un diritto fondamentale a delle persone che, come tutti gli altri, devono potersi recare in ospedale e sottoporsi alle cure stabilite in piena tranquillità. Si tratta, infatti, di momenti di vita quotidiana da svolgersi senza impedimenti di sorta, senza dover subire sulla propria pelle la violazione del diritto di muoversi come tutti gli altri a causa dell’inciviltà di chi ha scelto di vivere nell’indifferenza e nell’individualismo. Nunzia Coppedè – Presidente FISH Calabria Onlus