Sanità, Cgil: “Dimissioni Schael confermano difficoltà settore”

CATANZARO – “Le dimissioni di Thomas Schael, dopo nemmeno otto mesi dalla sua nomina a sub commissario al Piano di rientro, non ci colgono di sorpresa e sono l’ennesima prova della difficoltà di gestione del Servizio sanitario calabrese”. Lo affermano ili segretario generale della Fp Cgil, Alessandra Baldari, e il segretario regionale della Fp Cgil Medici Francesco Masotti. “Sembra di rivivere – aggiungono Baldari e Masotti – il remake di un film già visto, quello dello scontro istituzionale ai tempi della pubblicazione del famigerato decreto 50 adottato da Scura il 13 marzo 2017 e che l’allora sub commissario, Andrea Urbani, ritenne di non firmare con motivazioni che lo stesso ingegnere definì pretestuose.
E come allora, anche se in modo non altrettanto chiaro, potrebbe esserci alla base uno scontro interno alla struttura commissariale con preoccupanti ulteriori riflessi negativi sulla già martoriata realtà sanitaria calabrese. Quel che non è più sopportabile – sostengono i dirigenti della Cgil – è perseverare in una situazione in cui la Calabria e i calabresi continuano a pagare sulla propria pelle una gestione della sanità fallimentare. Sembra di essere ripiombati all’epoca pre-Scura e, per questo, nei giorni scorsi abbiamo richiesto al commissario Cotticelli una convocazione urgente per affrontare in via emergenziale la vertenza relativa al personale ospedaliero e territoriale”. Baldari e Masotti parlano di “rischio concreto che l’attuale carenza di organico possa causare gravi inefficienze e interruzione di pubblico servizio addirittura nel sistema dell’emergenza urgenza regionale, che chiediamo di fronteggiare con misure straordinarie, soluzioni che vanno ben oltre, quindi, di quelle fantasiose e illegittime proposte dalle azienda sanitarie e ospedaliere della Regione Calabria, che hanno prodotto bandi di assunzione per i pronto soccorso di neo-laureati in medicina privi di qualsiasi specializzazione.
Né possono bastare, in questo senso, le nomine di tre soli commissari straordinari sulle otto aziende del Servizio sanitario regionale attualmente rette da reggenti. La sanità calabrese – concludono il segretario generale della Fp Cgil e il segretario regionale della Fp Cgil Medici – ha bisogno di ben altra attenzione e all’attuale Governo chiediamo di prenderne definitivamente atto ed agire con estrema tempestività”.