Approvata dall’Assemblea autoconvocata dei docenti del Liceo “Tommaso Campanella” di Lamezia Terme una mozione contro il Piano Scuola di Renzi

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I docenti, mettendo in luce le varie criticità della riforma, rilevano, tra l’altro,  che  essa non prevede investimenti nella scuola pubblica e che  l’unica spesa prevista per l’assunzione dei precari  è  finanziata con tagli di spesa in altri settori (blocco contratti, taglio della progressione economica fino al 2018 almeno, taglio delle supplenze brevi). Con la nuova riforma saranno stabilizzati i soli precari inseriti nelle Gae  (graduatorie ad esaurimento) e i vincitori di concorso 2012, escludendo, di fatto, tutti gli altri. Saranno aboliti  gli scatti di anzianità e l’accesso alle progressioni per il solo 66% ( solo due docenti su tre saranno “premiati”) del  personale. Assente qualsiasi  riferimento  al rinnovo del contratto bloccato dal 2009  fino al 2015 mentre  gli scatti di competenza tra i docenti più bravi determineranno una forte competizione , a discapito della fattiva collaborazione indispensabile sia per una buona didattica che per la creazione di un ambiente di lavoro  sereno. 
Per non parlare dell’accumulo dei  crediti, richiesti ai  docenti i cui costi, per la frequenza di corsi e master, alimenteranno i guadagni degli  organizzatori privati. Questi ed altri i punti del Piano Renzi-Giannini sui quali il collegio dei docenti esprime parere negativo e chiede, tra l’altro, che la scuola pubblica sia finanziata con risorse pubbliche; che l’autonomia e la governance delle scuole rimangano collegiali; l’assunzione immediata, già dal corrente anno scolastico di tutti gli insegnanti precari; il rinnovo dei contratti e la restituzione degli scatti di anzianità;il miglioramento delle strutture scolastiche e la loro messa in sicurezza; che venga risolta la questione rimasta irrisolta dalla legge Fornero, quella degli ormai famosi Quota 96, i 4mila docenti e il personale Ata , che per un errore tecnico non hanno ottenuto il diritto alla pensione. Inoltre respingono la consultazione on line pianificata per imporre un piano improntato ai tagli e all’ingresso dei privati. I docenti ritengono che, per riqualificare l’istruzione pubblica statale, occorrono risorse economiche aggiuntive da impiegare per l’ istruzione, la formazione e la ricerca ai livelli della media europea, cioè al 6% del Pil, come è espressamente richiesto dalla legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola della Repubblica”, sottoscritta da centomila cittadini, diventata disegno di legge, attualmente depositato in Parlamento e pronto per essere discusso. 
LINA LATELLI NUCIFERO