Cerimonia di chiusura delle iniziative del bicentenario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri

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Alla cerimonia erano presenti S.E. Mons. Vincenzo Bertolone, Arcivescovo di Catanzaro, S.E. il Prefetto di Catanzaro Raffaele Cannizzaro e, in rappresentanza del Direttore generale Diego Bouchè, impegnato a Roma al Ministero per un incontro istituzionale col Ministro Giannini, il Dirigente Vicario dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, Dott. Giuseppe Mirarchi.  Il Prefetto, nel suo intervento, ha posto l’accento sul valore dell’Arma dei Carabinieri, che rappresenta, con la sua presenza capillare su tutto il territorio nazionale, il primo riferimento dello Stato e della legalità, il punto di ascolto più vicino al cittadino e, quindi, ai giovani. Il Dott. Mirarchi ha ribadito che l’ “Arma” e la “Scuola”, essendo le istituzioni dello Stato più diffuse sul territorio, sono una presenza attiva particolarmente vicina al mondo dei giovani e, soprattutto, la migliore testimonianza di prevenzione contro ogni forma di criminalità.
Infine, il Dirigente Scolastico dell’IIS “Fermi”, Luigi Antonio Macrì, ha posto l’attenzione sul confronto tra i termini “legalità” e “quotidianità”, ribadendo che il rispetto delle regole nelle scuole quotidianamente si insegna e si pratica.
L’orchestra di Fiati di Laureana di Borrello, magistralmente diretta dal Maestro Maurizio Manogò, ha suonato in apertura l’Inno italiano e l’Inno Europeo ed ha intervallato la cerimonia con brani del repertorio classico tra cui La “Fedelissima”, il “Silenzio” e il “Piave mormorò”, in ricordo dei caduti in servizio e durante la Grande Guerra. Quindi, le premiazioni che hanno visto protagonisti gli studenti dei Licei Artistici della Regione accompagnati dai docenti e dai Dirigenti Scolastici: Annamaria Cavallo del Liceo Artistico di Cosenza, per aver vinto il primo posto nazionale nella sezione design del Concorso artistico “L’Arma dei Carabinieri: 200 anni di storia”. Fuori concorso l’opera “Mondi” del minore Giacomo S., ristretto nelI’IPM “Paternostro”di Catanzaro, esposta nella mostra nazionale allestita  presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.
L’Ufficio Scolastico Regionale ha premiato l’impegno delle scuole con una targa di merito. Le targhe sono state consegnate dall’Avv. Antonio Sgromo, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Catanzaro, che ha portato ai presenti il saluto del Sindaco Abramo, esprimendo anche grande apprezzamento per il servizio che l’Arma dei Carabinieri svolge in Italia e all’Estero conferendo ai cittadini grande senso di sicurezza. Il Consigliere Provinciale Nicola Ventura, che ha portato il saluto del  Presidente Provinciale  Bruno, ha, invece, consegnato la targa per Giacomo S. all’educatrice dell’IPM Irene Ippolito e all’ins. Francesca Tedesco, sottolineando la grande valenza rieducativa che la partecipazione ed il coinvolgimento dei giovani dell’IPM in iniziative di tale alto valore civile possa rappresentare una vera e concreta seconda opportunità di vita. Il Dott. Mirarchi ha, infine, consegnato al Comando Legione Calabria una scultura di particolare significato storico e simbolico, realizzata dagli studenti Spadea Valentina e Scicchitano Iuri, guidati dai docenti Franco Esposito e Maria Antonia Gallo del Liceo Artistico di Squillace, facente parte dell’IIS “Majorana” di Girifalco diretto dalla dott.ssa Caterina Scarpino.  Nell’opera  realizzata  sono esaltati valori senza tempo a cui l’Arma si ispira, da preservare  nel presente e nel futuro. L’iconologia  della corona, dei colori, degli smalti (blu e rosso) apposti nella corona, dei tralci abbarbicati  all’interno della stessa – fino a  formare una spirale – segno dello scorrere degli eventi quotidiani dentro una “storia più grande”, che è quella del popolo italiano che da 200 anni trova nell’Arma un indispensabile strumento di difesa dei diritti, della giustizia e dei cittadini. La  quercia è simbolo di forza, l’ulivo rappresenta i principi di accoglienza, pace e fratellanza, l’alloro testimonia le antiche e prestigiose radici della nostra cultura: i simboli si sorreggono, intrecciandosi  in alto (unità d’Italia), contornati da pietre preziose (rubini, brillanti e smeraldi), facendo da supporto al familiare simbolo della fiamma in oro dell’Arma: l’opera, dunque, nel suo specifico vuole raffigurare il valore dell’unità del popolo italiano.