I giovani di Lamezia difendono la scuola pubblica

DSC_0617

Ad ogni fermata i cori dei ragazzi si sono fatti sentire con grinta e decisione: «Noi la crisi non la paghiamo. Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città. Non ci avrete mai come volete voi. Con Profumo e Gelmini, sempre nei casini». Questi gli slogan più gettonati dagli studenti, insieme all’invito rivolto ai passanti e ai proprietari delle attività commerciali di manifestare insieme a loro.
In testa al corteo uno striscione contro la classe dirigente “Il sonno della ragione genera questi politici”. Un giudizio nettamente negativo nei confronti di chi ci governa e di chi vorrebbe «smantellare la scuola pubblica per favorire quella privata, di chi non offre pari opportunità e dignità a studenti e docenti».
Il coordinamento degli “Insegnanti lametini” si è detto soddisfatto della partecipazione molto motivata e sentita dei giovani allo sciopero in difesa della scuola. «In Calabria, ha dichiarato la docente Enzina Sirianni, sono state organizzate altre due manifestazioni simili, a Cosenza e a Catanzaro. Senza dimenticare che in tutta la nazione ci sono proteste in almeno una ventina di altre città».
Gli insegnanti hanno ribadito la loro contrarietà al disegno di legge 953 presentato dai parlamentari Apreza e Ghizzoni che prevede la sostituzione dei consigli d’istituto con i consigli dell’autonomia. «In questo modo, ha commentato Sirianni, nella scuola potranno entrare liberamente sponsor e finanziatori privati. Questa è una minaccia alla gestione democratica della scuola». I professori che ieri hanno abbandonato le loro cattedre hanno salutato favorevolmente il rinvio dell’aumento di orario delle lezioni, così com’è rimasta sospesa la proposta del ministro Profumo di ridurre da 5 a 4, gli anni di studio delle scuole superiori.
«Questo anomalo modo di risparmiare, ha evidenziato ancora Sirianni, non garantisce qualità, professionalità, preparazione, ovvero tutte quelle caratteristiche che dovrebbero essere predominanti in una vera scuola. Non si comprende, ha rimarcato la docente, come si voglia risparmiare drasticamente sulla scuola pubblica, mentre per quella privata sono stati stanziati 223 milioni di euro».
Un secco ‘no’ alla cultura mercificata promossa dal governo Monti è arrivato anche dalla docente Daniela Costabile, che ha commentato positivamente la manifestazione animata in maniera molto pacifica e corale dai ragazzi degli istituti cittadini. «I nostri giovani hanno manifestato molta sensibilità per i problemi che stanno interessando il mondo della scuola. La loro energica reazione e anche la partecipazione di molti colleghi professori, ha sottolineato Costabile, dimostrano che finalmente sta arrivando una ventata d’aria nuova contro la discussa e discutibile politica di austerity messa in atto dal Governo nazionale».
A concludere la protesta è stato il sindaco Gianni Speranza che dalla balconata di Palazzo di città ha parlato agli studenti col megafono esprimendo tutto il suo orgoglio per la bella e forte manifestazione. «Sono molto contento che anche la nostra città abbia aderito con tante altre a questa protesta contro il nuovo modello di scuola proposto dall’esecutivo nazionale. In questi anni è stata fatta una politica opposta a quella condotta in Europa. È un’indecenza che si diano fondi alla scuola privata e che si taglino i fondi a quella pubblica». (Gazzetta del Sud – M.s)

{gallery width=109&height=80&title=Sciopero nazionale del 14 novembre}/images/Scuola/sciopero_nazionale_14_11/{/gallery}