Calcio, Terza Categoria: l’ASD Vigor 1919 risponde al P.S.G.

LAMEZIA TERME – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’ASD Vigor 1919 in risposta al P.S.G. Calabria.

“I colori della Vigor sono il bianco e il verde. Il bianco a simboleggiare la lealtà e il verde la speranza di voler conquistare traguardi sempre più alti. Speranza e lealtà, due valori ormai scomparsi a Lamezia Terme, una città che non spera e non crede più in nulla e senza alcuna ambizione, una città dove se ci fosse stata un po’ di lealtà forse non si troverebbe nella situazione in cui versa.
In qualsiasi altra città d’Italia, un progetto come quello messo in piedi da Noi, sarebbe stato accolto con entusiasmo e partecipazione diffusa, a Lamezia no! A Lamezia Terme invece si è cercato e si cerca in tutti i modi di mettere il bastone tra le ruote alla Vigor. Ed è paradossale come le maggiori difficoltà stiano arrivando proprio da Lamezia e da gente che è nata e vive a Lamezia, ma che forse non è mai stata lametina. Paradossale che gli attestati di stima che abbiamo ricevuto in questi mesi siano arrivati, per la maggior parte, da fuori Lamezia. Da Lamezia invece, solo venti di guerra soprattutto da compagini che militano nel nostro stesso campionato.
Strana Lamezia Terme, strana la città che vogliamo rappresentare.
Ad inizio di questa avventura, tutto ci saremmo aspettati, tranne che essere osteggiati dai nostri concittadini e mai avremmo immaginato di essere costretti a rispondere ad una specie di comunicato, fatto addirittura da una squadra di una Parrocchia di Lamezia. Già una parrocchia, che dovrebbe diffondere la parola di Dio e predicare l’amore e il rispetto verso gli altri, che dovrebbe essere strumento d’amore . “Ama il prossimo tuo come te stesso” disse qualcuno!
La partita di domenica scorsa si è svolta all’insegna di una guerra dichiarata. Già nei giorni precedenti ne avevamo avuto sentore. Ci si professa “ammiratori” della Vigor, del blasone e di esserne stati sporadici sostenitori, poi nello stesso tempo, contraddicendosi, ci si rammarica che per la Vigor non ci saranno conseguenze….
La Vigor, rispetto a qualsiasi altra società di Terza categoria ha una tifoseria molto numerosa. Si è arrivati ad averne 550 in una partita quest’anno e mai sotto i 250. Altre società tifoseria non ne hanno affatto e il loro seguito si limita alla presenza di parenti e di qualche amico. Non esiste il problema, neanche si sa cosa sia, di gestire centinaia di tifosi. Lamentarsi di averne visto 30, testimonia ciò. Vedere 30, 40 o 50 persone in uno stadio grande rispetto alla categoria, riconducibili ad una tifoseria molto vasta, è scena abituale in tutte le realtà simili, anche quando non è ammesso il grande pubblico. Peraltro, nella fattispecie, si è sorvolato sulla presenza di altri soggetti vedi genitori, parenti, mogli, giocatori non in distinta, Soci e Dirigenti, un fotografo, il figlio e il nipote di Giovanni Gatto, di cui è stata ricordata la figura. Tutti evidentemente inglobati genericamente fra i 30 presenti.
I giocatori della chiesa sin dal primo minuto hanno avuto un atteggiamento violento e aggressivo. E a proposito di conseguenze…. Il nostro attaccante Simonetti, acquistato affinché ci desse una mano importante nel girone di ritorno, è stato messo k.o da un giocatore con i colori della Pace, costretto ad uscire in barella, starà fuori per diverso tempo. E sul finire del primo tempo, sempre un giocatore con i colori del Vaticano aveva colpito e causato un taglio in viso allo stesso Simonetti, ancora oggi vistoso.
Solo “sano agonismo” evidentemente.
Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro, giovanissimo, come la maggior parte di quelli di Terza Categoria, fischia la fine ma, già ancora prima del terzo fischio, tre giocatori del PSG schizzano verso di lui, poi via via arrivano gli altri. Non si comprende il motivo. Alcuni giocatori della Vigor si inseriscono nella mischia per provare a dissuadere i colleghi ospiti e proteggere l’arbitro, ma uno di loro si becca una manata in faccia da un giocatore che porta i colori pontifici.
L’importante è “portare in campo rispetto per tutti, sana sportività e osservanza delle regole”.
Quello che dovrebbe fare ogni società e associazione sportiva!
Già durante il primo tempo l’intera panchina (fra cui un soggetto non meglio identificato) con i colori del Vaticano si è avvicinata alla Nostra panchina con atteggiamenti aggressivi e provocatori. Ah se lo sapesse Papa Francesco!
I ragazzi del PSG nel finale di gara colgono una traversa e poi il portiere della Vigor è bravo a respingere e nel recupero un giocatore ospite spreca malamente una palla da spingere in porta. Poteva essere il pareggio certo. Ovviamente il calcio giocato è opinabile e si può pensare di non aver meritato la sconfitta, pur non avvicinandosi mai alla porta avversaria e provando sporadicamente senza pericolosità dalla distanza per 88 minuti. Mentre forse la pioggia battente ha estinto sette nitide palle gol (quattro a tu per tu con il portiere), una palla impazzita sulla propria linea di porta e una traversa subìta.
Una partita che si è potuta giocare, grazie ad un meritorio e sollecito intervento operato sul manto erboso del glorioso “D’Ippolito” in tempi brevi. Dopo quattro giorni di pioggia ininterrotta, difficilmente altri terreni di Terza categoria lo avrebbero permesso. Ed invece ciò capziosamente è stato disprezzato. Si fatica a pensare che chi è abituato da anni a questa categoria, non gli sia mai capitato di praticare terreni peggiori, a cominciare dalla piscina del “Remo Provenzano”.
Ci fermiamo qui. Lungi da noi alimentare una polemica sterile e inutile, specie con uomini di chiesa. Anzi cristianamente li Perdoniamo, come la Bibbia ci insegna. Poi chi non ammette i propri errori e indica che il male alligni da una parte sola, dovrà rendere conto al Signore. Noi siamo lametini, amiamo Lamezia. Siamo vigorini, amiamo la Vigor. Al massimo ci rammarichiamo che nella nostra città molti professino di avere uguali sentimenti, ma si comportano in tutt’altro modo”.