Alessandra Lucchino, una stoccata alla sfortuna

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Tanta sfortuna per la forte schermitrice lametina che adesso vuole recuperare il terreno perduto e ambire agli obiettivi più prestigiosi.
«Il mio 2013 – ha detto Alessandra Lucchino – non lo posso giudicare positivo. Per due gravi infortuni ho saltato l’intersa stagione. Credo di essermi ripresa e mi sto allenando con costanza per i prossimi appuntamenti».
L’azzurra, che da due anni è rientrata a Lamezia Terme, per due settimane al mese si allena a Roma con i compagni di nazionale. Dal punto di vista fisico, tecnico e mentale appare pronta per competizioni di altissimo livello.
«A fine mese – ha proseguito la primatista – inizia l’avventura di coppa del mondo, spero di arrivare in forma e fare bene. È un anno importante che potrebbe consegnarmi una buona posizione di classifica per la qualificazione olimpica. Più punti riesco a guadagnare in questo 2014 meglio sarà».
Il traguardo sono dunque i Giochi carioca. «Mi auguro –ha dichiarato Alessandra Lucchino – di poter partecipare alla mia prima e forse unica Olimpiade. In passato ci sono andata vicina. Ad Atene e Londra non era prevista la gara di sciabola femminile a squadra, ma solo individuale, e non ho preso parte ai giochi. A Pechino, invece, per colpa di infortuni alla schiena, agli adduttori e al gomito sono rimasta a casa. Adesso spero in Brasile 2016».
Dove, per la determinazione che caratterizza l’atleta della Piana, l’obiettivo è il principale. «La scherma italiana – ha commentato la Lucchino – in qualunque competizione è sempre partita da favorita. A volte, però, non abbiamo potuto dare il massimo per via di infortuni e problemi vari. Il nostro allenatore, ora, sta cercando di costruire una squadra che possa non solo qualificarsi ma salire sul gradino più alto alle Olimpiadi. Io ci credo».
Nell’imminente gli impegni si chiamano coppa del mondo. A fine gennaio la prima uscita stagionale ad Orleans, in Francia. «È la mia prima gara dopo due anni – ha fatto presente la sciabolatrice – e punto ad ottenere il meglio da me stessa. Se non dovessi conseguire un esito positivo non sarà un dramma. Mi servirà per il futuro».
Emozione per il ritorno in pedana? «Più che emozionaa – ha spiegato l’atleta – direi grintosa, non vedo l’ora di tornare a gareggiare». La determinazione non è l’unica qualità che distingue la campionessa. «Mi differenzio – ha terminato Alessandra Lucchino – per la fantasia. Sono sempre stata qualificata come la sciabolatrice fantasiosa per eccellenza. Ho anche inventato un colpo che nella scherma non c’era. Di fantasia e spregiudicatezza credo di averne abbastanza». Adesso è tornata, Alessandra. E vuol dare una stoccata alla sfortuna. (Gazzetta del Sud – A.pe.)