Reggio Calabria, il basket senza palazzetto

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Questo è il comunicato ufficiale del tifo organizzato della Curva Massimo Rappoccio che, mobilitandosi, chiede chiarezza ed una rapida risoluzione al problema: “Con la chiarezza che ci ha sempre contraddistinto e  con l’imposizione morale di dover dire la nostra su una situazione che ci dequalifica e sminuisce come città dello sport, della gioventu’ e di qualsiasi attività sociale posta in essere, questa domenica la Curva Massimo Rappoccio non seguirà la partita di campionato Viola – Cus Bari, che si disputerà a Vibo Valentia per i noti problemi riguardanti gli impianti di gioco cittadini.  La convinzione che i tifosi non debbano essere sempre e per forza l’ultima gradino di una pseudo scala gerarchica, il desiderio di chiarezza sulla questione “palazzetto” (che di Botteghelle o di Pentimele si parli), la speranza di non essere i soli a dover combattere questa battaglia e la richiesta di maggior attenzione da parte delle istituzioni, delle federazioni e delle singole società sono i motivi che ha fatto sì che gli appartenenti alla Curva siano di PROPRIA iniziativa convenuti unanimamente alla decisione.
Sappiamo altresì che le note vicende cittadine lasciano poco spazio a chi si lamenta di quei problemi che possano apparire accessori, ma come è vero che clinicamente una malattia si evince dai sintomi, è parallelo che un modus operandi sia il sintomo di una forma mentis che lascia poco spazio ai commenti, da parte di tutti.  Chiediamo dunque con forza che chiunque ne sia in grado faccia tornare la nostra squadra di pallacanestro nella nostra città, dandole finalmente una casa senza dover per forza usare la stessa come strumento politico o di guerre e diatribe personali di cui la nostra città è ormai satura e stufa. Le condizioni di una possibile reiterazione della protesta saranno valutate in uno secondo momento. Con la speranza che presto noi tutti potremmo riabbracciare il Pala Botteghelle, e forse fra anni anche il Pala Calafiore, non resta che gridare “Forza Viola”.
Questo, in sintesi, il comunicato.
Si auspica, ad ogni buon fine, che il problema venga risolto anche in virtù di un regolare e proficuo prosieguo di questo campionato affinché la squadra non venga slegata da quel concetto di identificazione territoriale che ha sempre contraddistinto la massima rappresentante del basket reggino, con la sua storia e la propria gente. Domenico Romeo