Febbraio 4, 2023

Lamezia in strada

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Un viaggio attraverso l’Italia: imparare a vivere senza un paese

Un regalo di Natale per gli italiani dopo la depressione dei Mondiali Calcio Senza la sua nazionale in pericolo. La festa del calcio si è svolta solo in Vaticano (dopo una visita al museo c’è una teca dedicata al calcio argentino in onore di Papa Francesco), ea Napoli dedicata al canto di una celebre opera in onore di Maradona. Il suo grande murale Quartieri Spagnoli è diventato una sorta di santuario nella piazzetta. Non è da meno il calcio, e lo sport in generale, il cemento che unisce la diversità italiana insieme alla musica di Giuseppe Verdi. La pasta e la lingua sono così, ma hanno dovuto guadagnarsela a poco a poco.

L’italiano ha poche varianti linguistiche, compresa la sopravvivenza di altre lingue come il friulano o il sardo – se ne riconoscono legalmente fino a dodici, compreso il dialetto algherese del catalano – e più della metà della sua popolazione si considera se stessa. Bilingue, italiano moderno, introdotto dai grandi scrittori toscani del Rinascimento, Giovanni Boccaccio e Dante Alighieri, grazie allo sviluppo della letteratura italiana, della canzone e del cinema, ha dominato successi e sale di proiezione in tutto il mondo. Negli anni ’50 e ’60, il momento dolce è stato quando è stato creato il “Made in Italy”. Che le panofilie politiche italiane si spostassero verso il passato latino, come Benito Mussolini, o i nostalgici del Risorgimento, come proclamava la Fratellanza radicale di Giorgia Meloni, resta il fatto che l’unificazione italiana andò di pari passo con la cultura critica e il suo successo internazionale. Cibo semplice, pizza e pasta di grano di origine napoletana, coltivata diffusamente in Sicilia e in Puglia e Calabria.

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Feltrinelli, Mondatori o Einadi sono cognomi milanesi e piemontesi essenziali nella creazione e integrazione dell’editoria italiana, scrittori globali come Italo Calvino, Umberto Eco, Moravia o Dario Fo sono stati esportati. Adesso compaiono in italiano romanzi polizieschi di autori come Andrea Camilleri e Antonio Mancini, o di Roberto Saviano che denunciano complotti mafiosi. D’altra parte, la musica italiana che permea Sanremo, come il cinema, ha preso piede solo nella comunità italo-americana di New York (da Scorsese a Coppola, Pacino e De Niro) e in personaggi come Paolo Sorrentino. O Saviano.

Questo? Molti italiani la pensano così. L’Italia del dopoguerra è stata costruita dalla democrazia cristiana – e dall’impegno storico del comunista Enrico Berlinguer – verso un nuovo populismo dalle radici scaltre – Berlusconi e i suoi conglomerati televisivi – con il revivalismo neofascista e il razzismo. Il regionalismo della Lega ha lasciato molti italiani socialmente depressi. Non sono sfuggiti alla carestia come avvenne all’inizio del Novecento quando emigrarono in massa (uno su quattro) negli Stati Uniti e in Argentina, ma molti italiani hanno lasciato il loro paese negli ultimi decenni, delusi dalla penuria. Il futuro e il significato dei suoi politici. Germania e Spagna rappresentano ormai i paesi prediletti dagli italiani, molti dei quali dediti al settore dell’ospitalità. Le sue destinazioni preferite sono le Isole Baleari, Valencia, Barcellona e l’Andalusia. Voli diretti da Manises a Torino, Bergamo, Pisa, Roma o Napoli…sempre affollati. L’Italia è legata a Valencia.

Questo Natale, l’Italia è invasa dai turisti. Luoghi come Venezia, Firenze o Milano erano affollati, ma niente come Roma era invaso da fiumi di visitatori, dove era diventato di moda per i giovani rumeni lasciare i loro scooter a noleggio su qualsiasi marciapiede e mangiare nei loro bei ristoranti era impossibile. Prenotazione settimanale. Il testo di Ramon Gaia pubblicato da pre-textos: code al Cafè Graeco, code nelle stanze di Caravaggio e Raffaello… milionari asiatici che fanno shopping da Prada, Fendi, Versace o Gucci… istituzioni in concorrenza con rivali culturali come la Fondazione Prada in Milano o la Biblioteca Giardino Gucci a Firenze, con design aggiornati e audaci, ai propri clienti a prezzi più alti.

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Nonostante tutto, l’Italia ha la fede al centro. Il senso dell’umorismo, il gusto per il buon design e il rispetto per la tradizione caratterizzano il popolo italiano. A volte sembrano consumarsi con la loro bellezza color albicocca e il castello di mattoni rossissimi, ma è bello vedere villaggi toscani puliti e ben organizzati con i loro artigiani secolari che realizzano cose fantasiose come il salame, l’intarsio o la seta. Sciarpa. Il cibo tradizionale di qualità si trova ovunque, ed è già il Paese con la seconda stella Michelin al mondo. Avanguardia con radici, anche se sono abbastanza evidenti, in termini di prosciutto, il prosciutto iberico spagnolo non è secondo a nessuno.

La cronica crisi politica italiana può essere messa in relazione con una scarsa consapevolezza del Paese, che ha dominato la sua frammentazione dalla caduta dell’Impero Romano. Lo stato centrale è debole agli occhi dell’italiano medio, che crede nelle sue città e nelle sue regioni, in ogni modo nel suo gruppo di calcio e nelle varietà di pasta fatta in casa della nonna. Per il citato Mancini “il problema fondamentale è che non c’è mai stata una forte identità nazionale; L’italiano vede lo Stato come un aggressore. È il sentimento opposto per gli spagnoli. In Italia la storia, grazie a palazzi con centinaia di edifici, musei e affreschi, mostra quotidianamente che il suo paese è una costruzione romantica dell’Ottocento nel passato di regni, ducati e repubbliche frammentati. In Spagna, invece, ci si chiede ancora da cosa e da dove veniamo, con storie semplici sull’unità del paese e risposte ridicole sulla presenza di paesi periferici nella tarda antichità. Anche i catalani non capirono che l’Aragona non era altro che una nazione costruita dai loro numeri, con i re d’Aragona e il Regno di Valencia a una distanza medievale.

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