ABUSO D’UFFICIO: ennesimo rinvio. Salta per la terza volta l’udienza preliminare a carico dell’ex sindaco di Notera Terinese Luigi Ferlaino. Avrebbe affidato senza gara d’appalto il servizio rifiuti

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Tuttavia per Rino Rocca il pubblico ministero non ha chiesto il giudizio poichè lo stesso aveva chiesto di essere interrogato e nella circostanza aveva preso le distanze dall’operato del suo predecessore, fornendo invece elementi utili per le indagini degli inquirenti.
Le accuse di abuso d’ufficio a Ferlaino e Vescio scaturivano dal fatto che a quest’ultimo era stata affidata la commessa di raccolta dei rifiuti nel Comune di Nocera TErinese non a seguito di una gara d’appalto, bensì a mezzo di svariate ordinanze del sindaco pro tempore, che venivano «asseritamente emesse per contingenti ragioni d’urgenza». Pertanto, il gruppo della guardia di finanza di Lamezia Terme, nel corso delle attività volte a riscontrare la regolarità dell’iter amministrativo seguito dall’ente pubblico per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, ha accertato che l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti dal 01.01.2007 al 31.12.2012 (periodo dell’accertamento) era avvenuto in maniera “illecita”.
Ciò in quanto l’affidamento ha avuto luogo a mezzo di reiterate ordinanze del sindaco «motivate da ragioni d’urgenza, senza mai indire – come invece previsto dalla legge – una normale gara d’appalto o effettuato ricerche di mercato, per poter valutare diverse offerte da parte di varie imprese, anche la fine di tutelare al meglio le finanze dell’ente».
I finanzieri, nello stesso contesto investigativo, hanno proceduto anche all’accertamento del danno erariale, cagionato alle casse comunali. In particolare, le attività hanno consentito di accertare che le procedure adottate dai sindaci per affidare il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani all’impresa locale hanno cagionato un danno alle casse comunali per 511.360 euro ed i responsabili di tale nocumento sono stati individuati nei due sindaci e nell’imprenditore, i quali sono stati denucniati dai finanzieri anche alla competente Procura regionale della Corte dei conti di Catanzaro. (Gazzetta del Sud – L.pi.)