Annibale Notaris: revocati i domiciliari

Sono stati revocati gli arresti domiciliari per l’imprenditore agricolo Annibale Notaris. Il gip di Catanzaro ha accolto l’istanza avanzata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Pino Zofrea, la quale aveva sottolineato che non sussisteva un pericolo di reiterazione di condotta. Annibale Notaris, infatti, era agli arresti domiciliari dallo scorso mese di giugno con l’accusa di truffa ai danni di Inps e Inail, per un valore complessivo di 855.649,88 euro. La truffa era stata messa in luce dall’indagine “Labor levis”, condotta dalla Guardia di finanza. Secondo l’indagine, sarebbe emerso che il Notaris, con la complicità di altre persone, avrebbe simulato l’assunzione, dal 2006 al 2008, di circa 300 lavoratori dipendenti. Ma secondo la difesa andrebbe «ridimensionata l’entità del danno e l’autenticità dei fatti». Infatti, sempre secondo la difesa, risulterebbe che alcuni tra i consulenti del Notaris avrebbero agito a sua insaputa influendo sull’entità della truffa. «Quindi – precisa l’avvocato Zofrea – sarà ora necessario testare l’entità del danno prodotto agli istituti assistenziali e previdenziali, considerando che coloro che hanno contribuito alla truffa, ad insaputa del Notaris, ne devono risponderne autonomamente». Vanno ancora ascoltati parecchi testimoni per poter confutare la veridicità dei fatti e l’effettiva esistenza dei singoli rapporti di lavoro. L’indagine aveva anche portato al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per il valore di circa 855 mila euro, ossia corrispondente alla somma truffata a Inps e Inail. Tra i beni posti sotto sequestro ci sarebbero un’azienda agricola, un oleificio, vari capannoni con mezzi e attrezzature agricole e inoltre un appartamento in Sila e una Porche Carrera. Tali beni sono attualmente sub-giudizio. La difesa dice che chiederà un ridimensionamento delle proprietà confiscate