Associazione mondo libero e i pagamenti in ritardo

In un articolo molto interessante di qualche giorno fa Claudio Cavaliere sottolineava la gravità nei ritardi dei pagamenti da parte di Regione, comuni, enti locali nei confronti di imprese, ditte, cooperative sociali. Con la conseguenza della chiusura di tante attività, il ricorso a tentativi disperati, il fallimento. Persino le cooperative sociali ,a causa di tali ritardi, spesso, anziché alleviare le sofferenze di aree e categorie, producono esse stesse altro disagio. Un’importante impresa edile lametina, proprio a causa di tali ritardi, in questi giorni colloca i propri dipendenti in cassa integrazione, in attesa di tempi migliori.

Da sei, sette, otto mesi che le aziende non ricevono quanto dovuto e che si traduce in mancanza di stipendi per operai e dipendenti da otto, nove, dieci mesi. E’ facile comprendere la ricaduta negativa sull’economia locale. E’ la tragica realtà della nostra Regione e del nostro Comune. A tal proposito, e senza davvero voler fare polemiche, fa sorridere la dichiarazione della Curia lametina, quando si lamenta che ancora non ha ricevuto quanto promesso da regione, provincia e comune per la venuta del Papa.

Un altro elemento devastante è costituito dalle leggi bancarie che, anziché aiutare chi ha bisogno di aiuto ed è in difficoltà, al primo ritardo sono pronte a soffocare, a chiudere i conti, a mandarti sul lastrico. La rabbia che in questi giorni accomuna tanti manifestanti in tutto il mondo ha origine negli aspetti aberranti di una finanza che ignora la gente in carne ed ossa, i problemi, i drammi, le famiglie ma non demorde da diffusissime speculazioni. Lo stato poi, anziché prendere a cuore le sorti del popolo, che viene lasciato al suo destino, si preoccupa di sanare e riparare ai flop bancari, grazie ai quali tanti si sono arricchiti mentre i poveri risparmiatori ridotti alla fame. Se persino Draghi solidarizza con chi protesa qualche buon motivo ci sarà pure.

I banchieri arricchiti sulle spalle della povera gente siano costretti a restituire il tutto e con gli interessi e finire finalmente nelle patrie galere. Lo stato, la regione, il comune paghino e subito quanto spetta ai fornitori per impedire il fallimento di tante piccole e medie imprese e il collasso della nostra economia. La comunità di Lamezia Terme, come il resto del paese, non può reggere oltre questo stato di cose. L’economia cittadina è ormai alla frutta e la classe politica non sembra coglierne la gravità.  Ass mondo libero Lamezia Terme