Interravano prodotti tossici vicino ad agrumeti a Vibo

Vibo Valentia, 20 lug. – Oltre 135.000 tonnellate di rifiuti pericolosi e tossici interrati vicino a coltivazioni di agrumi a Vibo Valentia. Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e la Procura della Repubblica hanno scoperto un’associazione a delinquere che operava tra varie regioni d’Italia, in particolare Calabria, Puglia e Sicilia, dedita all’illecito trasporto e smaltimento di rifiuti industriali “tossici” e altamente pericolosi. Dopo una lunga e laboriosa attivita’ investigativa, dal novembre 2009 al luglio 2011, nell’operazione denominata “Poison“, i militari hanno ricostruito la filiera che ha determinato l’illecito stoccaggio e il successivo interramento, in localita’ San Calogero (VV), individuando le responsabilita’, ai vari livelli, e identificando i 18 soggetti coinvolti nell’illecita attivita’ associativa, ai quali e’ stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini, tra i quali 2 dipendenti dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia, che avrebbero rilasciato autorizzazioni non conformi nei confronti della societa’ sotto inchiesta “Fornace Tranquilla Srl”, il cui titolare – Romeo Giuseppe, tratto in arresto nel novembre 2009 – aveva attestato falsamente, unitamente ad altri membri del sodalizio, il recupero mai avvenuto dei rifiuti pericolosi che, di volta in volta, venivano inviati in agro di San Calogero a ridosso di coltivazioni ad agrumi, e pericolosamente interrati. Le indagini hanno consentito di individuare specifiche responsabilita’ dei membri dell’associazione a delinquere dedita al traffico e allo smaltimento di rifiuti tossici accertando il contestuale coinvolgimento di varie societa’, calabresi e pugliesi, che si erano aggiudicate contratti, afferenti il trasporto, il recupero e lo smaltimento di fanghi “altamente inquinanti e pericolosi”, di derivazione industriale (risultati essere composti da alte percentuali di “nichel” – “vanadio”) per importi di svariati milioni di euro, stipulati con una societa’ nazionale leader nella produzione di energia elettrica. Lo spregiudicato meccanismo, posto in essere dai responsabili in danno della salute pubblica, e’ consistito nello stoccare, illegalmente, i fanghi pericolosi e tossici facendo risultare “solo cartolarmente” l’effettiva procedura industriale finalizzata al recupero e ricondizionamento delle sostanze di scarto ed il successivo reimpiego nel campo dell’edilizia. Le Fiamme Gialle accertavano che in realta’ l’associazione a delinquere aveva ritenuto piu’ “economico” interrare le scorie pericolose in agro San Calogero (VV) all’interno dello stabilimento industriale “Fornace Tranquilla Srl” ed area attigua (estesa per oltre 100 mila mq), risparmiando, in pregiudizio della salute pubblica, piu’ di 18 milioni di euro, che sarebbero dovuti essere in realta’ impiegati per effettuare il regolare smaltimento, in sicurezza, a termini di legge. Il Prefetto di Vibo Valentia, tempestivamente, con apposita ordinanza, sin dal 21 luglio 2010, ha imposto di procedere all’immediata distruzione dei prodotti agricoli – vegetali coltivati nelle immediate vicinanze dell’area interessata vietandone il consumo e la commercializzazione. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere, finalizzata al traffico e all’illecito smaltimento di oltre 135.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, al disastro ambientale con conseguente pericolo per l’incolumita’ pubblica, dall’avvelenamento di acque e di sostanze alimentari alla falsita’ ideologica commessa dal pubblico ufficiale e alla falsita’ ideologica commessa dal privato in atto pubblico, nonche’ dalla attivita’ di gestione dei rifiuti non autorizzata, alle attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti, tutti perpetrati in concorso tra gli indagati. Gli amministratori della Srl Fornace Tranquilla con sede in San Calogero (VV) si sono inoltre resi responsabili di evasione fiscale per il mancato pagamento del tributo per il deposito in discarica dei rifiuti solidi pari a 1.400.000 euro.