Lamezia Terme: sequestrati più di 19.000 prodotti tra “similalimenti” notevolmente pericolosi per la salute dei bambini e accessori vari insicuri o contraffatti o recanti la marcatura CE contraffatta

gdf_lamezia_-_sequestro_prodotti_contraffatti_171114_400

Nel contesto, l’azione ispettiva svolta dai finanzieri si è concentrata su un negozio gestito da soggetti di nazionalità cinese, esercente il commercio al dettaglio di articoli casalinghi, abbigliamento ed accessori, tutti provenienti dal mercato asiatico.
Nel corso della mirata ispezione dei locali aziendali, ubicati a Nicastro, è stato individuato, fra l’altro, un ingente quantitativo di “similalimenti”, ossia prodotti che, pur non essendo composti da sostanze destinate all’alimentazione, hanno forma ed aspetto così attrattivi tali da farli apparire come generi commestibili, specie agli occhi dei bambini, mettendo a serio repentaglio la loro salute.

Oltre alla confondibilità con il prodotto alimentare che imitano, spesso questi articoli hanno dimensioni tali (o, attraverso la manipolazione, danno luogo a pezzi di dimensioni tali) da potere essere accidentalmente ingeriti dai bambini con conseguente rischio di soffocamento. L’eventuale presenza di magneti aggrava il rischio, potendo verificarsi in alcuni casi, anche la perforazione e/o l’ostruzione del tubo digerente.

Inoltre, sono stati rinvenuti 56 accessori di abbigliamento recanti alcuni famosi marchi contraffatti quali Burberry, Apple e Cruciani.
prodotti informatici, riportanti la marcatura CE contraffatta. Traq eusti ultimi da segnalare la presenza di alcuni che riportavano sulle confezioni l’indicazione di caratteristiche tecniche (quali la possibilità di collegare il supporto con cavo USB e di inserire una SD CARD) che in realtà non erano effettiamente presenti sui prodotti.
In aggiunta, venivano rinvenuti 18.237 prodotti tra accessori vari per pasticceria, cristalli adesivi, webcam, cronometri digitali, articoli ferramenta vari detenuti per la vendita in violazione all’art. 11 D.LGS 206/2005 e destinati ai consumatori privi delle informazioni di cui agli art. 6,7,9 D.LGS 206/2005 (codice del consumo).

In ragione di ciò il responsabile è stato segnalato all’autorità amministrativa competente e sono state irrogate sanzioni amministrative per 1.032,00 €uro.