Lamezia, “Una questione di stile di vita”: il 9 giugno tavola rotonda per ridurre i rischi oncologici al Chiostro San Domenico

LAMEZIA TERME – “Una questione di stile… di vita”. Il 9 giugno prossimo alle 19, al Chiostro di San Domenico, si terrà una tavola rotonda durante la quale verranno discussi e sviluppati tutti gli aspetti che coinvolgono la sfera della persona partendo dal tema della nutrizione passando per la sfera psicologica e sociale. Obiettivo dell’incontro è quello di rieducare l’individuo al fine di prevenire l’insorgere della patologia oncologica; si vogliono inoltre fornire indicazioni e suggerimenti anche alle famiglie che hanno in casa un parente colpito dal cancro.
Il convegno è promosso dall’Acmo, sezione di Lamezia Terme dedicata a Mimma Colosimo; tra i promotori dell’iniziativa anche Favo Calabria e Omega3. Interverranno alla tavola rotonda il Dott. Ettore Greco, primario della divisione di Oncologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia; il Presidente dell’Acmo Aldo Riccelli; il Dott. Bonaventura Lazzaro, responsabile Sod cure palliative Aopc – direttore scientifico Acmo; la Dott.ssa Valeria De Luca, biologa nutrizionista; Don Roberto Tomaino, parroco di Soveria Mannelli; Pietro Maria Barberio, Nlc Master Coach. L’intrattenimento sarà affidato al Terina Guitar Ensemble diretto dal M° Enza Sciotto. Saranno anche declamate alcune poesie del Prof. Pino Caimi. Il buffet di pesce sarà offerto da Omega3 Benincasa.
L’Associazione calabrese malati oncologici (ACMO), nasce dalla storia di persone a cui la malattia oncologica ha bruscamente interrotto o profondamente sconvolto la vita. La sezione di Lamezia Terme, nello specifico, rappresenta l’intenzione sognata e mai concretizzata di Mimma Colosimo che, da malata oncologica, avrebbe voluto spendere le sue energie per fare volontariato in questo delicato settore. Un desiderio mai realizzato perchè Mimma Colosimo, giovane mamma e valente professionista, purtroppo non è riuscita a vincere la sua lunga e sofferta battaglia contro il cancro. L’ associazione, in questi anni, ha incontrato e si è confrontata con tutte le dimensioni, gli aspetti, le“sfaccettature” del malato oncologico, del suo vissuto quotidiano, delle sue difficoltà nel mondo del lavoro, nei rapporti familiari e sociali. Non è mancato il rapporto ravvicinato con le nostre strutture sanitarie, previdenziali e assistenziali, con la quotidiana “via crucis” che affronta il malato oncologico. Tutto ciò ci ha dato modo di comprendere quelli che sono e rappresentano i bisogni e le mancanze che può manifestare e chiedere, a volte senza ricevere alcun tipo di risposta, il paziente oncologico.
Credere e sostenere che le esigenze di un malato possano esser circoscritte solo all’ambito sanitario, ospedaliero, sarebbe riduttivo e svilirebbe la complessità di una fase di vita che non vede minare solo la serenità dell’individuo direttamente interessato ma, coinvolge tutto il nucleo familiare e la sua sfera di conoscenze amicali, che di solito, vergono profondamente destabilizzate.
In molte circostanze ad aggravare una condizione precaria già di suo, v’è una generale indifferenza che spesso, invece di agevolare il malato, arriva a invalidarlo e penalizzarlo socialmente.
La nostra associazione accarezza e abbraccia il dolore quotidianamente, un dolore da alleviare che non è soltanto fisico, ma a volte molto sottile, silenzioso, interiore, e non per questo inferiore di quello fisico: un “dolore totale “. A tal proposito, molto puntuale è quanto afferma a dottoressa Cecily Saunders sul concetto di cure palliative.
Saunders è la prima ricercatrice del “ dolore totale” e, nei suoi scritti, invita a considerarlo come un approccio di cura che riguarda non solo il male fisico del paziente, ma tutti gli aspetti che contribuiscono ad acutizzarlo. Secondo Cecily Saunders alla singola terapia medica va poi aggiunto un concreto sostegno psicologico, sociale e spirituale: questi, assieme alla terapia medica costituiscono i quattro pilastri fondamentali delle cure palliative. Guidati dal suo esempio e, sulla base del nostro vissuto personale quotidiano, come Acmo ci siamo presi “cura” dei pazienti al fine di garantire loro il più dignitoso dei sostegni per fronteggiare al meglio tutte le possibili difficoltà e controversie che possono insorgere durante il decorso della malattia. Siamo una squadra eterogenea di uomini e donne che, primariamente, hanno una grande dose di “buona volontà”, motore basilare che ci sostiene costantemente. Il nostro agire parte dalle cose più semplici, ma più necessarie per i nostri amici malati; garantiamo il trasporto agli assistiti nelle strutture sanitarie preposte alla terapia farmacologica e, cosa non meno importante, ci facciamo carico della tutela del loro “diritto ad esser malato”.
Altro aspetto a noi molto caro, da non sottovalutare, nel mondo oncologico, è l’attenzione alla prevenzione; purtroppo abbiamo riscontrato un deficit culturale in merito all’argomento. La prevenzione è la migliore arma per vincere il cancro, partendo da un corretto stile di vita, seguendo delle piccole accortezze “salva vita” che partono dalle nostre tavole e si misurano con periodici controlli medici. Inoltre, si è capito che le misure di prevenzione non sono limitate solo alle fasi che precedono l’insorgenza della malattia (prevenzione primaria), ma possono essere applicate anche quando la malattia è già presente (prevenzione secondaria e terziaria).

Acmo Lamezia Terme
Sezione “Mimma Colosimo”