NMR: accordo tra Fondazione Terina e Unical

LAMEZIA TERME – “Il personale dell’area Ricerca della Fondazione Terina di Lamezia Terme plaude all’accordo siglato tra la Fondazione stessa e l’Unical, una delle eccellenze nazionali. La visita nei nostri laboratori e le successive affermazioni entusiaste del Magnifico Rettore Prof. Crisci ci inorgoglisce e ci gratifica per l’impegno fin qui profuso negli anni, pur tra molteplici difficoltà economiche, per l’ideazione e l’allestimento di una delle realtà uniche nel meridione e le cui attività hanno fin qui prodotto numerose pubblicazioni scientifiche e partecipazioni a congressi nazionali ed internazionali. Per dovere morale, va ricordato che l’accordo siglato con l’Università della Calabria nasce circa un anno fa, dall’azione incisiva che il commissario dell’epoca della Fondazione Dott.ssa Cauteruccio ha profuso nel suo anno di mandato. Periodo in cui tutto il personale della Fondazione è stato coinvolto al fine di dare una nuova identità alla Fondazione ed avviare nuove iniziative condivise. La prima delle quali è appunto l’accordo con l’Unical.
Auspichiamo e condividiamo il percorso che anche l’attuale dirigenza ha intrapreso, per la formalizzazione di ulteriori accordi con le altre Università calabresi, già comunque coinvolte, ognuna con le proprie peculiarità, in sede di tavolo tecnico scientifico della Fondazione. Tali ulteriori accordi, anche con gli altri Enti sub-regionali, calabresi farebbero diventare i Laboratori della Fondazione Terina, luogo di inclusione e di sviluppo della ricerca in Calabria. Inclusione non sempre voluta a diversi livelli, ove spesso prevalgono atteggiamenti personalistici. Attendiamo fiduciosi l’inizio delle attività in sinergia con l’Unical, in primis con l’utilizzo dell’NMR (risonanza magnetica nucleare) unico nel meridione, di cui è dotato il laboratorio. E per smentire alcune affermazioni riportate qualche mese fa su alcuni organi di informazioni, poco felici e inesatte, si precisa che presso la Fondazione operano due dottori di ricerca (PhD), una biologa, 3 laureati in Scienze Agrarie, un perito chimico e altri 3 tecnici di ricerca”.