OMICIDIO CASSANO: il ritratto del freddo assassino di “Cocò”

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Se non fosse tutto tragicamente vero, questo spietato criminale sembrerebbe uscito da un film “pulp” di Quentin Tarantino. E l’altra vittima?
Giuseppe Iannicelli che era sul sedile anteriore destro della vettura, dopo la prima pistolettata esplosa contro la compagna, ha istintivamente girato la testa verso il posto di guida, offrendo al secondo killer la nuca. L’esame autoptico ha svelato che è stato infatti freddato con una sola pallottola che l’ha raggiunto nella zona centrale destra del cranio (poco sopra la nuca). Dunque, gli assassini hanno agito quasi contestualmente mostrando, nella fase esecutiva, una agghiacciante precisione chirurgica.
Appare evidente che non si tratta di sprovveduti ma di sicari esperti che non sprecano proiettili. Di gente con personalità sovrapponibili, dedita al delitto e che conosce perfettamente gli effetti devastanti prodotti da una pallottola esplosa da distanza ravvicinata alla testa. Impressiona, tuttavia, la glacialità mostrata dall’omicida della donna e del bambino. Come un automa ha eliminato le due vittime e, poi, dopo aver spostato il cadavere di “Betty” nel baule, s’è pure posto al volante dell’auto. Gl’investigatori dell’Arma, coordinati dal colonnello Giuseppe Brancati, ritengono che i killer siano stati in questa seconda fase aiutati da almeno un altro “compare” per dare poi alle fiamme, in contrada “Fiego”, la vettura con i tre corpi. Le indagini, condotte dalla Dda di Catanzaro, stanno consentendo di ricostruire gli ultimi giorni di vita di Iannicelli. All’attenzione dei carabinieri, diretti dal tenente colonnello Vincenzo Franzese, ci sono i possibili retroscena legati al ferimento di un altro cassanese, Maurizio Scorza, avvenuto a Castrovillari nel novembre scorso e ad una lite avuta da Iannicelli con un altro paesano ora residente in centro Italia.
Ieri, intanto, Antonia Iannicelli, la mamma del piccolo Cocò, ha lasciato il carcere di Castrovillari e dal primo pomeriggio ha potuto riabbracciare le sue due bambine, di 4 e 5 anni, nella casa famiglia dove sono ospitate assieme ai tre cuginetti e agli zii. Dopo la Corte di appello anche il Tribunale dei Minori ha infatti concesso alla donna gli arresti domiciliari. La decisione dei giudici è intervenuta per effetto di un’istanza avanzata dagli avvocati Liborio e Angela Bellusci. A dare la notizia della scarcerazione è stato Franco Corbelli, leader del movimento Diritti Civili. «Finalmente ho potuto riabbracciare le mie due figlie – ha detto Antonia Iannicelli – che mi hanno chiesto di non lasciarle mai più». La giovane madre, lo scorso anno, è stata condannata a 15 anni di reclusione per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. (Gazzetta del Sud – A.ba.)