OPERAZIONE “CHIMERA 2”: «Occupati gli spazi vuoti lasciati dalla cosca Giampà»

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Tutti episodi che rappresentato la prosecuzione di fatti contestati già nell’operazione “Chimera” del 9 maggio scorso. Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro e condotte dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Catanzaro e della compagnia di Lamezia Terme, per il gip «hanno permesso di accertare l’esistenza e l’attuale operati vità, nella città di Lamezia Terme, di un pericoloso gruppo di elevata capacità criminale e di tipo mafioso, localmente denominato `ndrangheta, individuata e riconosciuta come cosca Cerra – Torcasio – Gualtieri – i cui membri, con un’aperta sfida all’ordine sociale che reca l’impronta palese di individui che vivono ai margini e contro la società civile, fuori dalla legge e contro la legge, hanno di fatto soggiogato l’economia locale, imponendo con una capillare attività, estorsiva un giogo opprimente alla libertà e autonomia degli imprenditori e dei commercianti lametini. Un gruppo — si precisa – dotato di un efficiente apparato organizzativo e che, manifestandosi con le forme che abitualmente caratterizzano le consorterie mafiose tradizionali, rientra a pieno titolo nell’ambito di applicazione della fattispecie delittuosa del 416 bis, essendo strutturato secondo le tipiche regole dell’associazione per delinquere di stampo mafioso, dalla quale ha mutuato quella peculiare e allarmante metodologia di azione». In particolare, Vincenzo Torcasio di 24 anni, lo zio Pasquale Torcasio di 45 anni nonchè ai fratelli Antonio e Cesare Gualtieri rispettivamente di 35 e 36 anni, avrebbero svolto un ruolo di vertice delal cosca operante nel territorio di Lamezia Terme-Nicastro «da anni contrapposta in una sanguinosa guerra di mafia con la paritetica holding mafiosa dei Giampà»

Intanto sono iniziati ieri gli interrogatori di garanzia che si sono tenuti in carcere, per alcuni dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Chimera2” che ha coinvolgo:

  1. Cesare Gualtieri, classe 1978;
  2. Pasquale Torcasio;
  3. Nicola Gualtieri, classe 1992;
  4. Nino Cerra classe 1991;
  5. Angelo Francesco Paradiso,
  6. Rainieri Giuseppe;
  7. Francesco Gualtieri;
  8. Antonio Gualtieri;
  9. Luciano Cimino;
  10. Massimo Crapella;
  11. Luciano Arzente;
  12. Giuseppe Gullo (domiciliari);
  13. Federico Gualtieri;
  14. Domenico Torcasio;
  15. Nicola Gualtieri classe 1945;
  16. Vincenzo Torcasio;
  17. Giancarlo Chirumbolo;
  18. Giovanni Torcasio

A difendere gli arrestati in questi primi interrogatori gli avvocati Lucio Canzoniere e Antonio Larussa. Negli atti dell’inchiesta gli inquirenti hanno richiamato le numerose dichiarazioni dei pentiti della cosca Giampà oltre che le dichiarazioni di imprenditori e commercianti di cui tre (un imprenditore di un impianto di carburante, un titolare di una concessionaria di auto e un impresario edile non lametino) hanno rischiato l’arresto per favoreggiamento. (Il quotidiano del Sud – P.re.)